Anche i cani preferiscono Frankie Morello

Una domenica con Soprani, Morello, Gattinoni. Bini, Marani e Riva

La seconda giornata di Moda l'abbiamo trascorsa a vedere la donna secondo Frankie MorelloLuciano SopraniGattinoni, Gentucca Bini e Marani.

Tra un abbaiare e l’altro di cani dietro la passerella ha inizio la sfilata di Frankie Morello.
La donna del 2005 è oramai in crisi di identità. Dopo aver utilizzato tutte le armi della seduzione, la voglia di stupire e ammaliare trova sfogo nel riadattare capi "must" dei parigini ed è subito Androginia.
Le carte della seduzione vengono rimescolate e una mascolina Eva Riccobono solca la passerella col suo caschetto da garçon, jeans, maglia rigata bianco-rossa e il cappellino tipico dei pittori francesi che si incontravano in Montmatre.
La parola d’ordine è stupire e provocare ed è allora che scatta la ricerca, tra le vie di Parigi, di negozietti di souvenir da cui acquistare delle Torri Eiffel di stoffa da applicare come copricapo.
In questo grande gioco di scambio di ruoli sessuali e sociali,  ragazzi Pon-Pon fanno salti acrobatici e ragazze raper attraversano le periferie di N.Y. con i loro giganteschi pantaloni e i berretti Frankie Morello.

La sfilata di Soprani, ahimè, mancava di ammiratori e della solita ressa.
Alessandro Turci, che disegna la collezione di Luciano Soprani, non si fa abbindolare dagli eccessi, ma ama vestir la donna in modo accattivante e sensuale. 
Plumbei come l’atmosfera che si respirava sono i colori: argento metallizzato e tute in oro con scarpe in pitone. La Zip è la regina della sfilata, gigantesche e ben distribuite; mentre le asimmetrie dei blouson, i copricapi retrò e le borse di pelle argento e oro antichizzato richiamano gli anni '70.

Et voilé le Femme du Monde.
La femme Gattinoni scivola come l’acqua di mare. L’effetto ondulato della tenda azzurra della passerella richiama la fluidità dei liquidi ed apre la scena ad abiti bellissimi.
Tra i pezzi forti, il costume da bagno azzurro oceano che ha letteralmente sbalordito con i suoi accessori come pietre di fiume applicati al braccio. L’acqua del mare, dei fiumi, dei laghi e delle piscine si trasmutano in leggeri tranch e kimono, nelle ampie tute e nei vestiti in seta habutai.
L’oro accende il denim stretch rendendolo fastoso. La donna Gattinoni ostenta opulenza, ricchezza e capricci rilassandosi sui bordi piscina delle grandi ville bianche di Beverly Hills. Anche Olivia Magnani, nipote della grande Anna, in un caftano blu, non rinuncia all'interpretazione: e' una padrona di una delle ville nel famoso e lussuoso quartiere di Los Angeles, che con un cocktail in mano guarda tra sufficienza e curiosita' la platea modaiola.
La sera si tinge di un azzurro leggero come la brezza marina.
A trascorrere la domenica pomeriggio con le creazioni di Mariotto non c'erano solo giornalisti: i flash dei fotografi erano infatti puntati anche su Katia Noventa, Giletti, Mastrotta, Edwige Fenech, contessa De Blanche e la bella Randy Ingerman.

Tra palme, fiori esotici e piante varie arriva la donna 2005 di Angelo Marani; l’ambiente è quello dell’India, specificamente quello del cinema Bollywoodiano, in cui signore sensuali e sfacciatamente sfarzose solcano la passerella adorne come attrici.
Una vera esplosione di colori che oscillano dagli azzurri ai verdi, dall’oro al verde giungla, mentre ogni trasparenza del jersey è soffocata da applicazioni swaroski, cristalli e zirconi in un mix di trash-chic e raffinatezza.
Orecchini grandi come lampadari sfavillano sotto i riflettori e le collane ricordano le donne del Maharajah.
Bustier, guepiere e microcardigan si plasmano sul corpo a mò di guisa in cui mirabolanti sperimentazioni dei tessuti e colori regalano effetti magici.
Da sera l'abito si allunga con longuette azzurro-oro tempestate di luccichii. Ad indossare il pezzo forte di Marani è stata la bella Megane Gale avvolta in un color turchese scintillante .

Con Lorenzo Riva in passerella arriva il bianco e una miscela di colori pastello per un’estate all’insegna della raffinatezza e dell'eleganza.
Il bianco diventa ossessione con lavorazioni a traforo per esaltare giochi di stile e colori accecanti e ben si accosta ai pantaloni fucsia.
Rose rosse e azzurre salgono dalle gonne e dai pantaloni mentre il trapuntato governa giacche gialle.
Se i pizzi si fanno morbidi e palpabili, per la sera l’abito lungo si gonfia e viene sormontato da corpetti ricamati e da pon-pon come copricapo.

L’ultima sfilata della domenica è stata quella di Gentucca Bini. Tutto il fashion system si è spostato in via Pantano in un cortile di un antico palazzo nobiliare. Tra le colonne di pietra un gazebo ha accolto il defilé.
Con Bini si assiste a nuove sperimentazioni che traggono ispirazione dai film muti degli anni ’20. Questa collezione sembra essere tutta un lavoro di grafica la che propone "capi tridimensionali", all'invito erano infatti allegati gli occhiali 3D.
Le donne catturate in abiti volumetrici e sproporzionati, dai tagli asimmetrici, strappano il colletto della camicia e lo usano come elemento decorativo delle giacche e dei kimono, mentre i pantaloni sono rubati dal guardaroba delle cavallerizze. I colori bianco-nero delle pellicole si ripropongono in ogni abito e nelle grandi coccarde, usate come cappellini. Il rigato e il principe di galles si impadroniscono dei tailleur, i cui angoli capricciosamente si piegano su stessi.
 

di  Leo Pedone