Padiglione Repubblica Ceca

La purezza è Ceca

Il padiglione ceco a Expo 2015? Un raffinato inno all'acqua e alla vita, per una Czech experience tra birra e piscina

Vita e rinascita, purezza e sostenibilità, freschezza e fluidità. È la magia liquida e cristallina della natura.

Con linee sobrie ed essenziali, il Padiglione della Repubblica Ceca scorre nel segno dell'acqua e del suo significato più profondo.

Nel candore modulare che lo contraddistingue, è un invito al relax e alla rigenerazione, alla riflessione e al contatto primordiale con l'origine del mondo.

Un inno alla scoperta di quel meraviglioso laboratorio di vita che risiede nelle trasparenti fonti di acque minerali e nelle innumerevoli sorgenti termali che caratterizzano il territorio del piccolo Paese situato nel cuore dell'Europa.

Una regione capace di nutrire l'intero continente di un bene prezioso per tutti gli abitanti della terra. Un bene da tutelare, rispettare e amare.

La statua alata di Rittstein e la piscina danno il benvenuto al padiglione ceco (ph. Pietro Baroni)

La statua alata di Rittstein e la piscina danno il benvenuto al padiglione ceco (ph. Pietro Baroni)

una struttura a impatto zero che rivivrà

Progettato dallo studio Chybik + Kristof Associated Architects, il padiglione sfoggia una struttura costituita da moduli-contenitori bianchi in acciaio, realizzati dalla Koma Modular di Vizovice.

Moduli smontabili, che dopo l'Esposizione Universale verranno riciclati e utilizzati in nuove costruzioni, con un impatto ambientale pari a zero, nel pieno rispetto del tema della sostenibilità.

"Lo spazio è stato concepito per accogliere le persone, essere funzionale con i servizi e dare conforto durante le calde giornate estive", racconta il direttore Pavel Hruza.

Ecco allora il lampo di genio: un'azzurrissima piscina, che cattura inevitabilmente lo sguardo del visitatore e che invita a trascorrere momenti di pieno relax, con tanto di sdraio e lettini.

Uno specchio d'acqua attraversato dalla statua di un grande pennuto con un accenno di carrozzeria di automobile, firmata dall'artista Lukáลก Rittstein. Simbolo della convivenza tra la natura e la tecnologia.

L'idea della piscina? "Oltre al forte legame col tema idrico", racconta Pavel, "è un omaggio alla grande architettura funzionalista ceca degli anni '20 e '30, a cui si ispira il padiglione: in quel periodo le piscine erano molto diffuse e gli edifici venivano costruiti proprio con questo stile bianco-purista".

Linee pulite ed essenziali caratterizzano il padiglione in tutto il suo candore (ph. Pietro Baroni)

Linee pulite ed essenziali caratterizzano il padiglione in tutto il suo candore (ph. Pietro Baroni)

l'acqua e il laboratorio della vita

Aperto su tutti i lati, come a spezzare il razionalismo di un design pulito e lineare, il padiglione dà spazio a opere di artisti cechi, in un percorso che parte dalla molecola d'acqua e attraversa le cellule vegetali e animali fino ad arrivare alla complessità degli essere viventi e al pianeta Terra.

Una vera e propria esposizione organica, dove gli artisti presentano scoperte nel campo delle nanotecnologie, della botanica, della medicina veterinaria e umanitaria e della salvaguardia del pianeta.

E così, una limpida cascata d'acqua è rievocata dalla suggestiva installazione cinetica di Maxim Velcovský: una serie di filamenti in fibra ottica, rotti in alcuni punti per ricreare candidi riflessi e luccichii. Mentre è un affascinante viaggio nella quiete del bosco il laboratorio del silenzio, che riproduce l'atmosfera della foresta ceca.

Un percorso su tre piani, con tanto di area dedicata a mostre tematiche che cambiano ogni 15 giorni, con un verde epilogo sul rooftop, dove prendono forma tre tipologie di orto: le erbe aromatiche, le piante spontanee e il giardino del terzo millennio.

L'acqua e il laboratorio della vita: il tema del padiglione (ph. Pietro Baroni)

L'acqua e il laboratorio della vita: il tema del padiglione (ph. Pietro Baroni)

birra a bordo piscina e selvaggina. na zdravi!

Dalla fluidità dell'acqua a quella della birra. Nella Cechia, tutto scorre. Compresi i sorsi luppolati di Pilsner Urquell, storica bionda che prende il nome dalla cittadina della Repubblica Ceca dove viene prodotta con le stesse modalità dal 1842.

I cechi sono orgogliosi della loro lager, una vera gloria nazionale: la sua ricetta è diventata uno stile di birra oggi diffuso in tutto il mondo, lo stile pils appunto.

Gli appassionati della bella spumeggiante possono provare una vera e propria beer experience, spillando in maniera autonoma, sotto le indicazione di un mastro birraio, la propria Pilsner Urquell rigorosamente non pastorizzata. E imparare così tre metodi di spillatura: con la schiuma, dolce e avvolgente, in versione taste e in maniera classica.

Ma i boccali ambrati sono anche serviti nel bar a bordo piscina, che la sera si anima con musica, luci e attrazioni fino alle 23. Oltre che nei punti di ristoro presenti nel padiglione: il self service e il ristorante con terrazza situato al terzo piano, La Baita del Cacciatore.

I palati sono deliziati con specialità a base di selvaggina, che si sposano perfettamente con i frizzantini sorsi di pils. Da provare? Il gulasch di selvaggina con gnocchi boemi, la bistecca di daino con salsa di Aronia (sorba nera), la cotoletta di fagiano o il goloso formaggio fritto. I cechi sanno come divertirsi. Cin cin. Anzi, na zdravi!

Draft your own beer: Pilsner Urquell è la birra ufficiale del padiglione ceco

Pilsner Urquell è la birra ufficiale del padiglione ceco