Proiezioni da Fuori Salone

Anche l'arte si attrezza per il Salone del Mobile, con le luci di Peter Greenaway e gli specchi di Pistoletto

Ed ecco, il re delle manifestazioni fieristiche, il Salone Internazionale del Mobile compie il suo ritorno a Milano, portando con sé migliaia di visitatori da tutto il mondo, divisi tra Fiera, Zona Tortona e Zona Bovisa, i punti caldi della città. Mentre c'è chi già propone di cambiare nome all'esposizione, ormai non più solo tale e non più limitata all'arredamento.

LUCI - Ne sono prova, tanto per fare un paio di esempi, gli eventi artistici che la città ospita in questi giorni. I più interessanti sono quelli realizzati con il contributo di Peter Greenaway e Michelangelo Pistoletto. Il regista gallese renderà un suo personalissimo omaggio all'Ultima Cena di Leonardo. Il progetto doveva inizialmente coinvolgere il Cenacolo originale, presso il refettorio di Santa Maria delle Grazie. L'obiettivo dell'opera è quello di animare l'Ultima Cena attraverso un sapiente gioco di luci che, a parere di esperti, avrebbero danneggiato il dipinto murale vinciano. Da qui la decisione di spostare il lavoro di Greenaway a Palazzo Reale, dove, nella Sala delle Cariatidi, sarà esposta una copia praticamente identica dell'originale, su cui interverranno le luci secondo le disposizioni date da Greenaway, fino al prossimo 4 maggio. Greenaway coniuga così tradizione e innovazione, passato e presente.

SPECCHI - Michelangelo Pistoletto e la sua Fondazione Cittadellarte sono invece i creatori dell'installazione che occuperà la Loggia dei Mercanti, non distante da Palazzo Reale. Segno Arte Uffici, questo il titolo dell'opera, è stata realizzata in funzione del tema di quest'anno della sezione Uffici del Salone del Mobile, ovvero Ufficio Fabbrica Creativa. Indispensabile è sapere qual è la natura di Cittadellarte: un laboratorio dove arte e creatività si applicano a tutti i settori della società (cultura, economia, politica), a tutte le attività, proponendo idee innovative per un cambiamento positivo del presente. Per Pistoletto dunque l'artista è parte attiva e vitale della società. L'installazione è composta di otto moduli che riproducono l'attività della Fondazione ed hanno la forma del celebre Spazio Arte, creato dall'artista nel 1976, un segno che sottolinea la centralità della persona. Entrando nei moduli abitativi, sarà l'energia sprigionata dalla persona a far apparire sulle superfici a specchio dei mobili l'ambiente - ufficio. Infine, al centro della struttura, è posto un grande cubo riflettente, dove la figura umana è moltiplicata all'infinito. Di nuovo, all'interno di questa è nascosta e inaccessibile l'opera Metrocubo d'infinito, del 1966.

IN BUONA COMPAGNIA - Due progetti di sicuro interesse che si accompagnano a quello dell'architetto e designer Fabio Novembre, che con la sua opera rivoluziona la percezione dello spazio alla Rotonda della Besana, e a Dreams of a Possible City, l'installazione luminosa posta nel chiostro di Palazzo delle Stelline progettata da Massimo Umberti, ispirato dalla pianta dell'edificio disegnata dal Filarete nel 1465.