Passeggiando per la Biennale d'Arte di Venezia

Pensare coi sensi e sentire con la mente per capire e vivere l'arte del presente

Pensa coi Sensi - Senti con la Mente. Questo sussurra la 52esima edizione della Biennale di Venezia su cui tanto si discute. Già, perchè uno dei temi cari a pubblico e critica è proprio il definire cosa sia arte o meno. Capire e vivere l'arte del presente per essere contemporanei. Un 2007 che ospita molti video, un po' troppi, tante fotografie e poche opere plasmate con mano direttamente sulla materia. Ma la Biennale continua ad esercitare un certo fascino, anche solo per la bella cornice della Laguna.

UN ARSENALE DI TEMI SCOTTANTI - Armati di macchina digitale, sacco porta brochure, acqua, ventaglio, infradito e mente aperta, ecco che inizia la passeggiata attraverso le sale dell'Arsenale dove si incontra come prima installazione il Premio per la Giovane Arte Italiana, Nico Vascellari, una roboante sala di suoni, con tanto di tappi per orecchie in omaggio. Si viene poi accolti dalla rielaborazione futuristica di Buvoli, The Day After Tomorrow e quindi ci si trova risucchiati in un vortice di opere che sviluppano i temi della morte, della guerra, della cacca. Argomenti da sempre prediletti dagli artisti. Vederli tutti insieme lascia un po' perplessi, ma comunque fa riflettere sulla strada che l'umanità sta percorrendo. Il video di un bimbo slavo che gioca a pallone con un teschio è ciò che più lascia il segno. Il Padiglione Africano porta belle sorprese, sintomatiche di una fervida creatività che si sposa all'impegno sociale, cosa che si ritrova ai Giardini nelle tele di Chèri Samba. A non convincere del tutto è invece il tanto discusso Padiglione Italiano con Giuseppe Penone e Francesco Vezzoli. Il primo in mostra con due opere: due tronchi enormi avvolti di cuoio chiodato ed una stanza interamente coperta di pelli. Una ricerca sulla materia, che però per la gente comune non trova un senso definito. Il secondo presenta Democrazy, due brevi video di due campagne elettorali di partiti opposti immaginari americani, con Sharon Stone nei panni di una candidata.

I GIARDINI DELLE SORPRESE - Atmosfera più ariosa e curiosa ai Giardini dove il giro del mondo, passando da un capo all'altro del pianeta, mette in risalto l'inventiva dell'arte, seppur di sbalorditivo non vi sia nulla. Spagna: ricerca sull'espressione umana e sul Paraìso Fragmentado di Manuel Villariño. Russia: ancora video quasi da copertina di Vogue che trattano di catastrofi. Stati Uniti d'America: installazione di Felix Conzalez-Torres di caramelle alla liquirizia, di luci e poster-take away simil necrologio. Francia: video ispirati da una lettera d'amore di Sophie Calle. Vince il premio per la bellezza delle immagini il venezuelano Antonio Briceño con Gods of America, ritratti di Pellerossa, fra devozione e riconferimento della dignità di un popolo dalle profonde radici. A pari merito Carole Feuerman, scultrice iper-realista americana, con cinque sculture By the Sea per rendere omaggio alla tematica dell'artista - la donna vestita in costume di bagno oppure nuda sotta la doccia - e alla Città di Venezia. Di una veridicità impressionante. Fra un'opera e l'altra una gradita sosta all'Illy Point, dove gustare gratis un buon caffè in un'isola di design tutta bianca. E sicuramente la cosa più bella della Biennale è incontrare gente di ogni dove e capire come l'arte possa unire... Capire come avere occhi colmi di immagini da rielaborare possa far crescere le persone.

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