MilanOltre i confini

Dopo MiTo, un'altra scorpacciata di danza, musica e teatro, per un Festival che festeggia 21 anni di avanguardia

Per un festival che si chiude, un altro se ne apre. Il neonato MiTo si congeda senza lasciare orfani gli appassionati di musica e danza. Dal 28 settembre li aspettano gli appuntamenti del più navigato MilanOltre, manifestazione di teatro oltre che delle arti poco fa citate.

ARTE OLTRE CONFINI - MilanOltre è l'occasione, ogni anno rinnovata, per guardare al di là dei limiti tra le arti e dare vita a spettacoli d'avanguardia, ma anche oltre i confini di Milano, prestando i palcoscenici della città a ballerini, musicisti, cantanti e attori internazionali. Le premesse sono in linea con quelle delle passate edizioni del Festival, da ventun anni presente nel calendario culturale milanese. Abbastanza per lasciarsi andare alla nostalgia: "Abbiamo sempre dato spazio alla sperimentazione, chiamando a Milano artisti ancora sconosciuti in Italia o nel mondo, nuove promesse che hanno messo in scena spettacoli talvolta trasgressivi, ma sempre di rilievo. Abbiamo fatto tutto questo arrangiandoci con i fondi a disposizione. Ricordo ancora quando MilanOltre occupava gli spazi dell'Ansaldo: ci portavamo le coperte e il thè caldo da casa contro il freddo...", parole del presidente Fiorenzo Grassi.

LA CITTA' E IL MONDO - Ma torniamo al presente. La XXI edizione si intitola "La città e il mondo", un augurio perchè gli spettacoli internazionali trovino più spazio e considerazione in città, e perchè Milano mantenga un legame culturale oltre confine. Se invece ci si interroga sulla locandina, il direttore artistico Luca Scarlini spiegherà con la sua rapidissima parlantina: "E' un'immagine dello xilografo fiammingo Frans Masereel e rappresenta un bacio fra amanti, colto mentre si sporgono dalle finestre di due grattacieli, a far da cornice è la città caotica. Avere un amore dentro la città altera la percezione dello spazio urbano, che dunque si reinventa, diventa il luogo della possibilità."

PLATONE E AMANDA - Ma quali saranno gli appuntamenti imperdibili di MilanOltre? Evento centrale sarà sicuramente De Staat (lo Stato), dell'olandese Louis Andriessen e portato in scena dalla compagnia Sentieri Selvaggi. Quattro voci femminili canteranno in greco antico brani della Repubblica di Platone, con accompagnamento strumentale. Una riflessione sul rapporto tra musica (e arte dunque) e politica, che si rivela sempre attuale, ragion per cui all'esibizione seguirà un confronto sul tema tra Letizia Moratti e il sindaco di Amsterdam, invitato per l'occasione(Teatro Dal Verme, 5 ottobre, ore 20.00). "Metaspettacolo" si può forse definire Vermiculus, di Eeva Muilu, che avrà per protagonista l'artista finlandese nei panni di Amanda, ballerina che non dorme mai chiamata a sostituire sul palco una stella della danza in depressione, che dorme troppo. Ma Amanda, benchè abbia il serbatoio pieno di energia, uscirà di scena sconfitta (PIM, 29 e 30 settembre, ore 21.00).

IL RITORNO DEL QUEBEC - Più provocatorio, a cominciare dal titolo, si propone Un peau de tendresse bordel de merde!, lo show che inaugurerà la manifestazione riprendendo le fila laddove ci aveva lasciato lo scorso anno, quando la coreografia di Dave St. Piérre (canadese del Québec) fu al centro di critiche per la presenza di danzatori nudi in scena. Il prossimo 28 e 29 settembre, lo stesso autore porterà a Milano l'atto secondo della trilogia dedicata alla difficoltà di esprimere sè stessi di fronte agli altri(Teatro dell'Elfo, ore 21.00). In un momento in cui incombono le nuove edizioni di reality show, non si può certo dire che MilanOltre non sia fucina di una cultura davvero trasgressiva.