Mettitelo in zucca

Qualche curiosità sulla cucurbitacea più versatile che c'è. Poi, via con gli assaggi in tutto il mantovano

Verde, gialla o arancione, la zucca ha sempre un simpatico pancione. Anche se poi la sua forma è talmente varia che può somigliare un trombone, una trottola, un turbante, un fungo, una pera, una bottiglia e un violino. E se quelle a fiasco venivano utilizzate dagli antichi Romani come contenitori di sale, vino, latte e cereali, ancora oggi moltissime sono impiegate per uso ornamentale, intagliate e decorate.

ALLE ORIGINI - Quattro le famiglie di appartenenza delle belle figlie della terra: quelle della specie cucurbita maxima, originarie dell'America del Sud; quelle facenti capo alla cucurbita moscata, di probabile nascita messicana; quelle derivate dalla cucurbita pepo, diffuse in Messico in epoca precolombiana; e quelle della specie lagenaria, africana e asiatica. Sta di fatto che le zucche arrivarono in Europa nel Cinquecento (e anche alla corte dei Gonzaga) ma solo dopo il Settecento vennero coltivate con assiduità. Fino a divenire un alimento popolare. Del resto, della zucca non si buttava, e non si butta, via nulla. I semi, tostati e salati sono un ottimo stuzzichino; i fiori maschili sono deliziosi se avvolti in pastella e fritti, oppure uniti all'insalata o alle minestre; e la polpa può venire bollita o cotta a vapore, in forno e sulla brace.  

BOCCONI ARANCIONI - La zucca è buona e fa bene. Gusto piacevole a parte, lei vanta infatti pochissime calorie: 9-18 per ogni 100 grammi contro gli 80 delle patate. Senza dimenticare che, nonostante il sapore dolce, non contiene né glucosio né saccarosio e può essere consumata tranquillamente anche da chi deve seguire una dieta povera di zuccheri. Un primo piatto sano e leggero? Zucca a tocchetti condita con un po' di burro: 240 chilocalorie contro le 600 di un piatto di pasta. Comunque, con la simpatica cucurbitacea si possono preparare manicaretti sfiziosi passando dall'antipasto al dolce. Ecco allora la torta salata, il risotto, gli gnocchi, le lasagnette, il puré, la crema (con aggiunta di porri), la cheesecake, il budino e, ovviamente i tortelli, la cui preparazione cambia di zona in zona, pur rimanendo un piatto simbolo del mantovano. Una lunga e golosa tradizione, declinata in ravioli quadrati, allungati e rettangolari o anche in cappelletti, dai ripieni più differenti: amaretti e grana come base e poi mostarda di mele o pere, pinoli, scorza di limone e di cedro, cannella, pepe, noce moscata e addirittura uva passa, cioccolato e mosto cotto.

MEGLIO SAPERLO - Prima di acquistare bisogna sempre controllare: che il picciolo sia integro, la buccia senza ammaccature e la polpa soda, ovvero né molliccia né troppo asciutta. Poi, i tranci di zucca vanno conservati in frigorifero avvolti in una pellicola per alimenti e mangiati entro pochi giorni; altrimenti, tolta la scorza, la polpa va fatta a cubetti e riposta in freezer oppure bollita, messa in vasi con mezzo litro di acqua, mezzo di aceto, 300 grammi di zucchero e altrettanti di sale e fatta sterilizzare a bagnomaria. Qualche altra curiosità? L'acqua di cottura, ricca di sali minerali, può essere impiegata per le zuppe.

DI ZUCCA IN ZUCCA - Questo il titolo della kermesse che fino all'8 dicembre coinvolge una ventina di agriturismo nella provincia mantovana. Un'iniziativa volta a valorizzare un ortaggio eclettico e versatile, sublimandolo in prelibatezze proposte a tavola e corredandolo di tanti eventi artistici, musicali e letterari. Non dimenticando che quest'anno è prevista una collaborazione con Piacenza e Ferrara, le altre due province che condividono con Mantova la produzione in arancione. Collaborazione che significa scambi culturali e culinari sulla zucca, suggellati dalla "disfida dei tortelli", gara gastronomica che mette a confronto la ricetta mantovana e quella ferrarese. Per tutte le info: tel. 0376 324889.

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www.agriturismomantova.it