Le bugie con le gambe lunghe

Il teatro di Eduardo De Filippo torna a stregare Milano con una riflessione attuale

Le bugie con le gambe lunghe di Eduardo De Filippo, in scena allo Strehler con la compagnia di Luca De Filippo, è un testo più complesso di quello che possa apparire, racchiuso in un involucro tacitamente pirandelliano e introspettivo a tal punto da diventare specchio riflessivo dell’Italia del dopoguerra e non solo.

L'ARTE DELLA MENZOGNA - Le menzogne che infangano il mondo degli adulti non sono noccioline come quelle dei bambini, ma "amare verità" di un meccanismo perverso in cui la mostruosità dell’apparire annienta l’autenticità della sostanza. La meravigliosa scenografia di Gianmaurizio Fercioni calca ancora la mano sull’attualità di uno spettacolo che sembra stato scritto ieri, nel contorno geografico della Napoli odierna, che ha messo in penombra la middle-class, proprio come a seguito dell’amaro risveglio post-bellico.

RIFLESSIONE ALLO SPIRITO - I costumi accesi dell'impeccabile Silvia Polidori incidono sulla connotazione di ogni singolo personaggio, incluse le caratterizzazioni animate di Nicola Di Pinto e Fulvia Carotenuto. La regia di Luca è quasi impercettibile, mai invadente, ossequiosa rispetto alla scrittura drammaturgica edoardiana. Eppure questo tipo di regia, contenuta e contemplativa, si oppone in maniera drastica a chi affrontava riletture piene di avance, come quelle del compianto Peppino Patroni Griffi. Il pubblico dello Strehler gradisce, applaude e si convince che riscoprire il palcoscenico di Eduardo De Filippo è una buona abitudine per restituire allo spirito un temperamento più riflessivo.

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