La Valle dei Formaggi

Nel cuore del Parco delle Orobie bergamasche per una lunga stagione fra sport, arte, natura e bianche delizie

IN LANDA BERGAMASCA - "Uno per tutti, tutti per uno". Il celebre motto dei quattro moschettieri ben si adatta ai golosi paladini della Valle Brembana, che ha deciso di mettersi in gioco schierando sul territorio i suoi appetitosi cavalieri. Tutti da prendere a morsi. Sette formaggi prodotti con il candido latte della zona e per questo più tipici che mai. Sette gioielli tanto diversi nel sapore quanto simili nell'umore, visto si levano all'unisono per tenere alto il vessillo di una terra ricca di paesaggi naturali, di borghi antichi e di genuine specialità tutte da gustare, con occhi e palato. Magari approfittando di una rassegna che va in scena fino al 1° maggio con il lodevole proposito di valorizzare questa parte di Lombardia un po' defilata rispetto alle solite mete turistiche. E che invece riserva graditissime sorprese.

I MAGNIFICI SETTE - Protagonisti de La Valle dei Formaggi (questo il titolo della lunga kermesse) non potevano che essere loro, i figli di bianco messer latte. Eccoli tutti in fila: il Formai de Mut (il "mut" è l'alpeggio dove pascolano le vacche nei mesi estivi), una dop a pasta semidura e a forma cilindrica; il Branzi (prende il nome dall'omonimo paese in cui ha preso il via la sua produzione tradizionale), dal sapore dolce e dal colore paglierino; il Taleggio (dall'omonima valle) altra dop, ma a pasta molle e generalmente di forma quadrata; lo Strachitunt Valtaleggio, forma dialettale per "stracchino rotondo", variante artigianale e di elevatissima qualità di un erborinato noto sin dal Duecento; i caprini, delicate meraviglie provenienti dal latte di capra, nella maggior parte dei casi orobica, razza autoctona dal lungo pelo biondo che si nutre di more, bacche, lamponi ed erbe; l'Agrì, di piccole dimensioni e prodotto a Valtorta; e la Formagella, dall'aroma variabile a secondda dell'area di provenienza e dalla tecnica di produzione. Senza dimenticare lo Stracchino e il Salva, altre candide leccornie firmate Prodotti della Valle Brembana, marchio istituito e promosso dalla Comunità Montana Valle Brembana.

TAPPE APPETITOSE - Diciotti i ristoranti dove assaporare i pregiati formaggi, al naturale, accompagnati a miele di castagno, marmellate e mostarde, oppure rivisitati in sfiziose ricettine (menu dai 22 ai 35 euro). Qualche assaggio? Lasagnette di grano saraceno con erbette, patate e fonduta di Taleggio (ristorante Tavernetta, Zogno, tel. 0345 91372); lasagna saracena al formaggio di monte con tartufo nero della valle (ristorante Da Gianni, Ambria Zogno, tel. 0345 91093); tortello verde con salame nostrano e taleggio della valle (ristorante-albergo Riposo, San Pellegrino Terme, tel. 0345 21190); fonduta di Branzi tartufata con crostini di pale al kamut (ristorante-albergo Papa, san pellegrino Terme, tel. 0345 21194); nosecc di verza e formaggio (ristorante-albergo Ca' Bigio, San Pellegrino Terme, tel. 0345 21058); casoncelli ripieni di formaggio di capra con guanciale, salvia e rosmarino e filetto di maiale con verza e cipollotti su salsa di Strachitunt (ristorante Salvia e Rosmarino, San Pellegrino Terme, tel. 0345 22030); fagottini di pere e caprino conditi con scaglie di formaggio stagionato (Agriturismo Ferdy, Lenna, frazione Scalvino, tel. 0345 82235); rotolo di ricotta e spinaci con crema di Taleggio (ristorante-albergo Della Salute, Taleggio, frazione Olda, tel. 0345 47006); foiade allo Strachitunt, noci e pere e noce di vitellone con Formai de Mut e funghi porcini (ristorante-albergo San Marco, Sottochiesa di Taleggio, tel. 0345 47340); risottino mantecato al tartufo nero di Bracca e Formai de Mut (trattoria Dentella, Bracca, tel. 0345 97105); ravioli di patate e Branzi al burro versato con sfilacci croccanti di speck(ristorante Snoopy, Serina, tel. 0345 66650); fagottini ripieni al Branzi e noci (ristorante-albergo Luisella, Serina, frazione Valpiana, tel. 0345 65066); tagliere di formaggi brembani con marmellata di rosa canina e more dell'Arera (ristorante Drago, Oltre il Colle, tel. 0345 95006); bruschette di verdure, cialda di Branzi e fiori di bresaola ai caprini (ristorante L'abete rosso, Isola di Fondra, tel. 0345 71558); gnocchetti di castagne in salsa di Branzi e noci (ristorante-albergo Corona, Branzi, tel. 0345 71042); riso Venere con fonduta di Formai de Mut (ristorante-albergo La Sponda, Valleve, tel. 0345 78008); lasagnette allo Strachitunt (risorante-residence K2, Foppolo, tel. 0345 74105); formaggio alla birra con patate lessate (ristorante Pizzo Tre Signori, Valtorta, tel. 0345 87712). Se invece i formaggi si vogliono acquistare ecco gli indirizzi: Da Paganì antichi sapori (Serina, tel. 0345 56114); La Sirena (Serina, tel. 0345 65000); Angelo Carrara (Serina, tel. 0345 65285); Cooperativa Agricola S. Antonio (Vedeseta, frazione Reggeto, tel. 0345 47467); Ercolino, i suoi formaggi e... (Sottochiesa Taleggio, tel. 338 1192478); Latteria Sociale Casearia di Branzi (Branzi, tel. 0345 71074).

SU E GIU' PER LA VAL BREMBANA - Nel senso che il bello sta anche nel vagabondare lungo i cinque itinerari messi a punto per l'occasione: cinque percorsi nella natura, dai nomi dei fiori (primula, ciclamino, stella alpina, genziana e viola) che conducono alla scoperta di sentieri, panorami, splendide cittadine come San Pellegrino Terme e il suo Casinò in stile Liberty nonché i musei: il Museo Etnografico Alta Valle Brembana, a Valtorta; il Museo della Valle di Zogno (ricco di oggetti, strumenti e arnesi di uso quotidiano); il Museo di San Lorenzo, sempre a Zogno (con le sue testimonianze di arte sacra e una collezione di campane); il Museo Brembano di Scienze naturali a San pellegrino Terme (dove ammirare innumerevoli reperti fossili); il Museo Mineralogico a Zorzone; il Museo dei Tasso e della Storia Postale a Camerata Cornello; il Museo della maschera e della commedia dell'arte, a San Giovanni Bianco, località Oneta (noto anche come la Casa di Arlecchino, visto che qui pare abbia dimorato Alberto Ganassa, il primo interprete della popolare maschera bergamasca).

ZIGZAGANDO SUGLI SCI - Se è il candore dei formaggi a fare gola, è il nitore della neve a fare breccia nel cuore degli sportivi. Tanto, in Alta Valle Brembana ci sono oltre settanta chilometri di piste da sperimentare ondeggiando a piedi uniti. E senza mai staccarli dagli sci: il comprensorio Bremboski (www.bremboski.eu) consente di usufruire degli impianti di risalita di Foppolo, Carona e San Simone grazie allo skipass unificato (a disposizione c'è anche una navetta che collega le tre stazioni). Le tariffe si declinano in giornalieri (con sconti baby e junior), plurigiornalieri festivi e abbonamenti stagionali. Da non dimenticare anche le altre aree sciistiche: Valtorta, Piani di Bobbio e Piazzatorre.

Correlati:

www.consorziovallebrembana.com