La parola contesa tra filosofia e scienza

Attraversiamo l'Italia per un testa a testa tra saperi: chissà se ci fosse Aristotele… ad ascoltare!

La "disputa" tra scienza e filosofia raccoglie la tradizione e proietta nel terzo millennio temi esistenziali e novità bioetiche.

LE TAPPE DELLA BATTAGLIA - Parte il 15 ottobre dal teatro Eliseo di Roma e si conclude al teatro Mercadante di Napoli il 10 dicembre la maratona di parole per scoprire dove stanno la scienza e la filosofia. Per "genare correnti di pensiero", il viaggio attraverso le parole costruisce un percorso verbale e geografico che mette in moto la mente ed invita a dibattere. Cosmo, Viaggio e Felicità tre parole per descrivere i nostri giorni con occhi e prospettive differenti: John Barrow e Roberta De Monticelli, Enrico Alleva e Vittorio Gallese si confronteranno e stimoleranno la riflessione al teatro Eliseo.
Eldredge anticipa la sua argomentazione sul Viaggio come un dialogo che ha uno sfondo storico e scientifico, intorno alla nascita della "tesi dell'evoluzione, con cui Darwin contribuì alla laicizzazione del mondo occidentale più di ogni altro singolo pensatore della storia".

SCIENZA DELLA FILOSOFIA E FILOSOFIA DELLA SCIENZA - "Per una memoria che si rapporti alla storia. Per ricordare il senso (e il controsenso) della parola modernità. Per capire cosa stiamo dimenticando", Tzvetan Todorov ed Edoardo Boncinelli apriranno nella capitale dell'editoria i dibattiti al teatro dal Verme. Ricordare, scrivere e leggere sono i tre infiniti che nell'ambivalenza filosofico-scientifica si pongono come i verbi della memoria e della tradizione; il libro sacro o laico, di scienza o di filosofia o di filosofia della scienza sono gli interrogativi senza risposta guidati da Finazzer Flory a Milano dal 5 novembre. E la Poesia? "Una trasgressione della parola scritta alla ricerca di un discorso ulteriore? In questa prospettiva, forse, la poesia insegna a leggere altrimenti, a leggere il cielo, il mondo...". Bioetica, Evoluzione e Universo apriranno il 26 novembre la tavola rotonda a Napoli. E come anticipa Vittorio Bo "in un'epoca in cui la scienza è, grazie alle sue applicazioni tecnologiche, parte integrante della nostra vita quotidiana, non si deve dimenticare che le radici dello studio della natura e del mondo che ci circonda sono anche, se non soprattutto, di natura speculativa".