Kubic Party

Cubi e bianchi candori, il salone crea pretesti. Il post design insegna: questi party li vogliamo anche fuori design week

Serbatoi industriali accatastati l'uno sopra all'altro, l'uno al fianco dell'altro, chiusi in celle nere, creano un club modulare, un anfiteatro futuristico, un'installazione che interagisce con il pubblico, ma soprattutto con la musica. I cubi s'illuminano a ritmo con il beat, intorno la gente che si muove, che segue con gli occhi e segue con il buio, che poi diventa la luce, ma per un istante soltanto.

TOTAL WHITE - Questo è lo Special Kubik Club, party della Diesel per il Salone del Mobile, ricavato al Palazzetto del Ghiaccio. Una sorta di viaggio astrale per chi i viaggi è capace di farli. Se ci si trova in mezzo alla luce, al suono, alla gente che per regola, per dress code, dovrebbe essere vestita completamente in bianco, il cuore rimbalza, rimbalza davvero e le orbite degli occhi non posso che continuare a girare, a focalizzare per poi sfumare. Dress Code Total White, si diceva, ma non è vero, dentro ci trovi fantasmi vestiti di lenzuola, fate candide, maschere veneziane, ma anche total black, per andare contro, jeans e tute da ginnastica. C'è chi dice che l'organizzazione avrebbe dovuto essere più rigida, atri dicono che non avrebbero riempito tutto il palazzetto senza uno strappo alla regola, in effetti il total white avrebbe fatto un altro effetto, ma il party è stato l'ennesima emozione che si trova solo nella settimana del salone, invitante, divertente, studiato, irriverente. E riuscito.

CHI CI SUONA. CI SUONA FONTANA - Certo i nomi in consolle non sono scontati, un certo Alex Gopher, per esempio, con la sua techno rimbalzante, a tratti gelida, ma perfetta, gracchiante, acida. Elegante. La sua techno è oggetto di design. Stefano Fontana che te lo aspetti, che hai bisogno di vederlo fare qualcosa d'importante, lui si mette in consolle, sputa un dischetto facendo tremare il palazzetto, quasi i serbatoi illuminati di rosa crollassero, si sciogliessero, sorridendo molla tutto, si fa un drink, un giro in pista, si gode il sudore della gente scatenata e poi ritorna al suo posto, regalando. Semplicemente. Quelli del Pink Is Punk, che ormai sono ovunque, che qualcuno li detesta, qualcuno dice sono falsi crookers, ma ovunque sono e bisogna dargli atto. Tutta l'Italia, tutto il mondo, bianchi, neri, gialli, romani, siciliani, noi meneghini che questo settimana ci fa impazzire e ce la godiamo tutta.