I "picai" del Recioto

Tutti in piazza a Zermeghedo per assistere alla pigiatura pubblica

OGGI COME IERI - E' una tradizione che si tramanda sin dall'Ottocento: per quattro mesi i pregiati grappoli di uva garganega vengono lasciati appesi con lunghi spaghi ai soffitti dei fruttai (locali ben aerati dove si conserva la frutta) sotto la caratteristica forma dei picai. Poi, una volta appassiti, vengono torchiati per regalare quello splendido mosto che dà vita al celeberrimo vino da dessert dal colore dorato e dal sapore vellutato: il Recioto di Gambellara. Un rito quasi sacro, che ancor oggi si riverisce con onore e gloria.  

NEL DETTAGLIO - E' così che per domenica 14 gennaio, nella bella cornice della Strada del Recioto e dei Vini Gambellara Doc, più precisamente nella piazza Regaù di Zermeghedo (provincia di Vicenza) si rinnova l'antico rituale della pigiatura pubblica, con inizio alle ore 15. Un'occasione per assistere in diretta a un momento quasi magico: la trasformazione dell'acino in mosto. E non solo. Vi sarà la possibilità di assaggiare (presso il gazebo del consorzio) il delizioso Recioto abbinato al dolce tipico, il brasadelo. E poi si potranno conoscere le altre eccellenze dionisiache del territorio come il Gambellara Vin Santo, dolce e morbido, e il Gambellara, un bianco asciutto e armonico, perfetto per accompagnare minestre, uova, pesci e antipasti.

SOSTA PIACEVOLE E GOLOSA - Se poi si volesse trasformare la giornata in un intero weekend all'insegna del relax, ecco il suggerimento: Palazzetto Ardi (Gambellara, via Ciron 4, tel. 0444 440450), una country house nel bel mezzo della campagna vicentina. Un posticino grazioso gestito dai giovani Carlo e Michela, che accolgono gli ospiti con calore sincero. Ma anche un luogo d'altri tempi, fatto di quella semplice eleganza che mette sempre a proprio agio: due camere arredate con mobili d'epoca e impreziosite da tessuti raffinati e travi e pavimenti in legno; tre suite ricavate nel fienile e giocate tra l'antico e il moderno; e un appartamento completamente indipendente, con tanto di cucina e salotto. E se gli ambienti sono deliziosi la cuicina è superba. Del resto il palazzetto altro non è che un'azienda agricola biologica certificata che può contare su orto, frutteto, vigna  e allevamento sia di animali da cortile (polli, capponi, tacchinelle, faraone, anatre, oche e germani) che di suini, utilizzati principalmente per la produzione di insaccati. Ecco allora che al calduccio del camino vengono serviti i vini di produzione propria, il pane cotto nel forno a legna e piatti succulenti, nati dalla tradizione rivisitata da un pizzico di creatività: il risotto con i pissacani, le tagliatelle con i bisi, le uova con gli asparagi, insalata di cappone in canevera e l'anatra con le mostarde.

Info: tel. 0444 444183.

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www.palazzettoardi.com