Higan 2007: Fujito

L'opera del Maestro giapponese Kazuiko Onoe emoziona il pubblico di Higan 2007 ad Abano Terme. E il Teatro No incontra l'Opera

Applausi ad Abano Terme per Fujito, l'opera giapponese composta e diretta da Kazuhiko Onoe, presentata per la prima volta in Italia nell'ambito del Festival Higan 2007.

DAL GIAPPONE CON FURORE - Chi lo avrebbe mai detto che Abano Terme, ridente località termale veneta, sarebbe salita per un attimo sul podio della sperimentazione teatrale nell'ambito della kermesse Higan. Per la prima volta nel nostro Paese, il minimalismo strutturale e scenico del Teatro No del Sol Levante si è sposato con la complessità dell'Opera occidentale. L'arte scenica orientale e occidentale si sono incontrate a metà strada, grazie al coraggio artistico del compositore nipponico Kazuhiko Onoe, che ha creato l'opera Fujito.

FUJITO - Basata su un testo scritto da Ariyoshi Sawako nel 1987 per il Bunraku (teatro delle marionette), Fujito è ambientata nel XII secolo dopo la vittoria del clan dei Genji su quello degli Heike. Il generale Sasaki Moritsuna, ora signore del territorio di Kojima dove è situato il villaggio di Fujito, si porterà per sempre sulla coscienza la morte di un ragazzo del luogo, che viene ucciso per mantenere il segreto delle vittorie ottenute.

MESSA IN SCENA - La regia lineare di Shigetaka Mathumoto sterza verso una messa in scena che raccorda con equilibrio i nodi tematici principali, che la musica zampillante di Onoe avvolge nei vari passaggi: dalla sete di potere al desiderio di vendetta di una madre, dalle piccole e grandi tragedie di un Paese al desiderio di far ritornare in vita vecchie e sepolte glorie. Del resto se questa storia trasloca dal Medioevo all'epoca contemporanea, non si fa fatica a vedere in filigrana l'ombra di un trauma irrisolto del Giappone del XX secolo: l'esplosione della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki. La tensione scenica del baritono Yasutoshi Hosokawa, la sicurezza intepretativa del soprano Setsuko Yoshioka, avvolte dalla coralità delle Fate del mare (Masayo Yata, Ayako Kawade e Chikako Tanaka), scintillano sulla semplicità compositiva della musica di Onoe, che nella prima parte la diteggiatura tesa della pianista Tomoko Takechi fatica a far emergere. Alle percussioni c'è un italiano, il giovanissimo Vanni Vespani, che fornisce un tocco di classe all'andamento musicale.

RICONOSCIMENTI - Settanta minuti intensi, di passione ed emozione, che la platea attenta di Higan ha saputo apprezzare, nonostante mancassero i sottotitoli. Del resto, nella concezione del versatile compositore Kazuhiko Onoe, il potere comunicativo della sonorità delle parole può oltrepassare ogni barriera linguistica. E in questo pensiero un orientale ritrova il punto di vista della nostra divina Maria Callas. Una belle sfida si è rivelato il palcoscenico di Higan, che speriamo possa diventare un punto di incontro appetibile anche per il management teatrale italiano. Del resto le piatte programmazioni dei nostri teatri avrebbero bisogno di svecchiarsi con queste diverse alternative. "Sono momenti importanti - mi spiega il console generale del Giappone Hiroshi Azuma - che agevolano il dialogo tra la cultura italiana e quella giapponese. Opportunità che non possiamo lasciarci sfuggire, per far avvicinare sempre di più l'Oriente a l'Occidente".

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www.higan.it