Heineken Jammin' Festival 2008

Music, peace and love con il punk dei Sex Pistols, il rock di Vasco e il trionfo dei Police

L'estate è finalmente esplosa. Al Parco San Giuliano fa davvero caldo, il sole brucia, gli intrepidi sono già sotto il palco ad aspettare i loro beniamini. Grande festa della musica all'Heineken Jammin' Festival 2008, lo scorso week end.

MADE TO ENTERTAIN – Gli altri sono sparsi nei vari punti di ristoro, nell'area relax a farsi fare un massaggio o un tatuaggio all'hennè, oppure semplicemente sdraiati su un'amaca. Altri ancora gironzolano tra uno stand e l'altro, provano il nuovo Guitar Hero, si concedono l'Extracold experience, una birra a zero gradi in un ambiente a - 8 °. I più sportivi sono già pronti a giocare: calcetto, pallavolo, tiri liberi di basket. E dopo i concerti, se non siete stanchi e devastati si resta sul prato che rinasce come dancefloor, altrimenti giù dalla collina, proprio dietro il Top of the hill bar, vi aspetta un megaschermo dove si proietta l'esilarante Funeral party.

CREATIVITA' – Tra le numerose attività la più strana, o meglio creativa, è quella ideata da Foot Locker e Converse. Da luglio, sarà disponibile un nuovo modello della mitica sneaker All star, e quale occasione migliore se non un festival per presentarlo in anteprima, dove le scarpe sistematicamente le distruggi? Ma a parte la novità del modello in esclusiva, allo stand erano presenti, tra i banchi pieni di bombolette spray, diversi tra writers e tatuatori pronti a customizzare la scarpa appena acquistata e trasformarla in un murales o un tatuaggio, a seconda dei gusti.

MUSICA – Heineken Jammin' Festival è il festival per eccellenza in Italia, sempre grandi nomi in cartellone, senza lasciare fuori le nuove leve di casa nostra. Due palchi per assaporare al meglio l'esperienza, Second stage aperto dalle 14 con sedici gruppi di artisti emergenti, che hanno preso e conquistato il palco come dei veterani, e Main Stage attivo dalle 15 con i vincitori del contest 2007 e 2008. Agli artisti non piace essere ingabbiati in generi musicali, però venerdì è stata una giornata votata al rock 'n roll e non c'è dubbio a riguardo.

PROVOCAZIONE - La provocazione è stata il piatto forte, cantanti molto fisici, come Iggy Pop, che distruggono ciò che si trova sul loro cammino. L'Iguana sembra ancora il ventenne d'un tempo: torso nudo, pantaloni al limite del legale, scaraventa a terra l'asta del microfono con un'eleganza che solo lui sa mettere, e i suoi Stooges si scagliano contro gli ampli distorcendo il suono fino allo sfinimento. Anche un Johnny Rotten arrabbiato, come nel '77, solo un po' appesantito, che con il suo completo turchino ti grida "no future, no future for me" ti fa sbattere forte contro la realtà che paradossalmente è sempre quella da trent'anni. Seguono le orme dei maestri gli italianissimi, anche nei testi, Il teatro degli orrori che cantano la disillusione dell’oggi come in uno spettacolo di Artaud: il filo del microfono diventa una frusta per Capovilla, lui gioca col poco pubblico che li ascolta sotto il sole, finge di essere un bambino un po' stupido, provoca il torpore delle membra sciolte e le scuote dal profondo. E i Linea 77, sicuramente più conosciuti, ma altrettanto efficaci e aggressivi, così come è accaduto sabato per i con i Marlene Kuntz e domenica con i Baustelle.

ENERGIA – You think I ain't worth a dollar but I fell like a millionaire, non è uno scioglilingua ma il titolo della prima canzone eseguita dai Queens of the stone age, la tensione c'è, il pubblico vuole la portata principale, ma Josh Homme e la sua band non si fanno certo intimidire. Scaraventano sul pubblico canzoni cattive, distorte, chiudendo con una Song for the dead magistrale. E poi loro arrivano, la scenografia è imponente, il nome a lettere cubitali rivela l'ovvio: Linkin Park. Tra il pubblico ragazze e insospettabili trentenni, a riprova che la musica non ha età, così come è successo per i pionieri del punk, i Sex Pistols. Tuttavia, re di questa edizione resta Vasco Rossi, che con 80.000 presenze ha dimostrato ancora una volta che il rock italiano può ancora scatenare energia. Chiusura in grande stile con i Police che, dopo l'amaro in bocca per la squalifica dell'Italia agli Europei, hanno salutato il pubblico dell'HJF con una girandola di brani, ancora indelebili nella storia musicale degli ultimi 30 anni; Sting e compagni, davvero in gran forma, hanno salutato il nostro pubblico per quest'ultimo incontro di un'attesa reunion.

Il festival si è trasformato in città, prendendo solo il meglio, ovvero birra, musica e compagnia, facendoci dimenticare per un attimo la poca ricettività e predisposizione della città di Venezia all'accoglienza dei turisti.