Fuori la Biennale

Tutto quello che vale la pena vedere fuori dai Giardini e dall'Arsenale, circuito ufficiale della cinquantaduesima Mostra di Arti Visive della Biennale di Venezia

Proliferano durante i grandi appuntamenti d'arte, musica, design, al di fuori dei percorsi stabiliti, tante altre manifestazioni dagli esiti spesso sorprendenti. La Biennale Veneziana di quest'anno è accompagnata da numerosi eventi collaterali e non solo, che riempiono la laguna e rischiano lo smarrimento dello spettatore. Ecco una piccola guida per non perdersi nella marea d'arte che popola Venezia in questo periodo.

EVENTI COLLATERALI- L'arte contemporanea ha il pregio di essere tendenzialmente manifestata da artisti giovani e di talento che mostrano precocemente la loro creatività. Appena fuori l'Arsenale (Sala Marceglia, Castello 2169/e) fa capolino per il quarto anno consecutivo, il Premio per la giovane arte italiana istituito dalla Darc ( Direzione Artistica per l'Arte Contemporanea in Italia), quest'anno assegnato a Nico Vascellari e alla sua opera Revenge. In questa performance artistica il protagonista principale è il suono, prodotto da amplificatori (prestati da vari musicisti della scena underground europea) e trasmesso ai microfoni, presenti nella sala, creando scambi di sonorità e rumori sibillini; un'opera che punta a stimolare l'udito e non più solo la vista.

NOT ONLY BIENNALE- Ma non si vive di sola Biennale. Ecco allora che Venezia ci regala delle mostre interessanti come Faccia lei (Arsenale Novissimo di Venezia, Castello 2737/f) dedicata al ritratto interpretato da giovani artisti, che puntano sull' espressione come modalità di comunicazione efficace. Poi la Fondazione Bevilaqua la Masa che ha organizzato un doppio appuntamento artistico, presentandoci a Palazzo Tito (Dorsoduro 2826) la personale di Richard Hamilton A host of angels; il pittore raffigura sulla tela amici, familiari e conoscenti con sembianze angeliche e virginee. La seconda interessante tappa è la Galleria di Piazza San Marco (San Marco 71/c) con Yasumasa Morimura, artista giapponese che attraverso la fotografia crea un excursus visivo tra i personaggi più importanti del XX secolo, da Mao Tse-Tung a Che Guevara, interpretatandoli in creativi autoritratti.

SPECIAL THINGS- In tutta la laguna vestita ad arte ci sono appuntamenti imperdibili, come la visita alla Venice Design Art Gallery (San Samuele, 3146 San Marco)  per la mostra di Marcello Gobbi  e i suoi quadri tridimensionali, dove la scultura (fatta di silicone) diventa pittura e viceversa, creando un binomio originalissimo. Accanto a questa galleria non si può non notare l'atelier di Livio De Marchi (Salizzada San Samuele 3157/A), creatore di sculture fantasiose con il legno, proprio quel materiale su cui poggia tutta Venezia. Gli oggetti creati, dai capi d'abbigliamento ai semplici arredi, seppur realizzati a suon di scalpello per la durezza del materiale, esprimono un'infinita morbidezza e delicatezza. Arrivati poi in Piazza San Marco non si non fare una pausa al famoso Caffè Florian, che per la Biennale ha inaugurato l'iniziativa, arrivata alla nona edizione, Temporanea- Le realtà possibili del Caffè Florian. Questa speciale istallazione, creata per il 2007 da due artisti torinesi Botto & Bruno, allestisce in una delle sale del famoso caffè veneziano un ambiente di periferia metropolitana con un arredo scarno e minimalista, in netto contrasto con la ridondanza dello stile settecentesco del famoso punto di ristoro. Una riflessione sulle città e sui loro cambiamenti e prospettive future ed in particolare sul destino di Venezia, che però grazie alla Biennale è sempre più bella.