Chicago golosa

Anche gli Stati Uniti celebrano il vino e la cucina. Dal 26 al 28 settembre, nella più grande city dell'Illinois

Ditemi voi cosa c'è di più elettrizzante per un appassionato di cibo nel vedere uno chef che conversa cucinando e spadella spiegando quel che sta facendo? Nulla. Se non vederne dieci, venti, trenta, quaranta e anche di più all'opera uno dopo l'altro. Passandosi la staffetta culinario-colloquiale. Con i vini a far da cornice.

QUESTO GASTRO GASTRO MONDO - Una formula vincente, visto il successo italiano di Identità Golose (che ritorna dall'1 al 4 febbraio 2009 a Milano con tante novità, ma che, nella primavera prossima, approda con molta probabilità pure a Londra) e di Gusto in Scena (vini e chef in concerto a Venezia dall'1 al 3 marzo 2009) nonché quello spagnolo de Lo Mejor de La Gastronomia, in onda dal 24 al 27 novembre 2008. E nel bel mezzo del cammin di nostra gastronomia? Ecco che si fanno avanti gli Stati Uniti, dal 26 al 28 settembre, con Chicago a tener alto il vessillo goloso. Vediamo un po' di che si tratta. Intanto non c'è che la soddisfazione del vedere un'America attenta al food. Che non sia fast food.

WINE... - Con sede presso il Millennium Park, Chicago Gourmet vede sfilare anzitutto il vino. Anzi, i vini, di circa 150 produttori provenienti da tutto il mondo, Italia compresa, of course. Con cantine che dal Nord si spingono fino al Sud del Bel Paese, fra cui Antinori, Gaja, Carpenè Malvolti, Rotari, Rocca delle Macìe, Garofoli, Feudo Arancio e Tormaresca. E gli spumanti trovano uno spazio particolare. "Questa partecipazione è una grande opportunità nel proseguimento dello sviluppo e della penetrazione dalla marca Carpenè Malvolti nello stato dell'Illinois, in Usa", dichiara il general manager dell'azienda di Conegliano Antonio Motteran. Infatti, la veneta maison si presenta alla manifestazione con il suo Prosecco doc Cuvée Extra Dry, un prodotto che si è già rivelato adatto in abbinamenti con la cucina internazionale. "Un'ottima occasione", continua Motteran", "per dimostrare che lo spumante di alta qualità, a tavola, ha buone possibilità di crescita soprattutto presso le nuove generazioni".

...AND FOOD - E gli chef? Ci sono, ci sono. Selezionati fra quelli che hanno dato o continuano a dare un valido contributo alla gastronomia di Chicago. Ma che non sono necessariamente di Chicago. Alcuni hanno persino origini italiane e propongono italiche ricette nei loro ristoranti. Come Tony Mantuano, che, nel suo Spiaggia, serve formaggi made in Italy, olio toscano e pesci del Mediterraneo; oppure Paul Bartolotta, che, nel Ristorante di Mare al Wynn Las Vegas, realizza pietanze combinando con maestria ingredienti genuini; e John Coletta, papà romano, mamma di Campobasso, cresciuto a verdure di stagione e panettone a Natale, che, nel suo Quartino, manda a tavola pasta, pizza e pietanze di quotidiana semplicità. Del resto, come afferma lui stesso: "il cibo italiano è popolare perché può essere consumato tutti i giorni". E noi approviamo.

Correlati:

www.chicagogourmet.org