Budapest 1956... Hotel Duna

Al Museo di Storia Contemporanea, l'opera teatrale che Indro Montanelli dedicò alle vittime ungheresi

IN RICORDO DELLE VITTIME DI BUDAPEST - Cade nel mese di ottobre di quest'anno il cinquantesimo anniversario dei drammatici avvenimenti che, in piena guerra fredda, in poco più di un mese, sconvolsero l'Ungheria. Dal 23 di ottobre 1956  all'arresto di Imre Nagy del 24 novembre ed al conseguente inizio della "normalizzazione", l'Ungheria visse giornate drammatiche, con combattimenti durissimi culminati in una sanguinosa repressione che costò al popolo ungherese un numero elevatissimo di vittime civili. Al Museo di Storia Contemporanea, lo spettacolo Budapest 1956... Hotel Duna intende ricordare quei fatti traendo libera ispirazione da I sogni muoiono all'alba, l'opera teatrale che Indro Montanelli dedicò alla memoria della notte tra il 3 e il 4 novembre a Budapest e che fu rappresentata al Teatro Sant'Erasmo nella stagione 1960/61 per iniziativa di Maner Lualdi. Montanelli stesso ne curò la regia e sua moglie Colette l'allestimento scenico.

INDRO MONTANELLI RACCONTA - L'opera ha il pregio di costituire, nella vicenda ideologica del grande giornalista, un momento di riflessione generale, doloroso e critico, sul comunismo; con Budapest 1956... Hotel Duna si è voluto, nel grande circolo simbolico della vita di ognuno, e quindi anche di quella del decano del giornalismo italiano, mettere in rapporto lo stesso uomo con le sue idee di due epoche diverse; mettere, cioè, in rapporto il Montanelli quarantatreenne del 1956 col Montanelli novantenne del 1999. E grazie alle straordinarie capacità evocative del teatro, lo si è chiamato personalmente a raccontare i giorni dei quali quest'anno cade il cinquantenario; a ricostruire la situazione di allora con la sensibilità e l'esperienza di un uomo che ha già visto consumarsi l'altro evento epocale della caduta del Muro di Berlino, e quindi la conclusione dell'epopea dell'Urss: una riflessione su tutta l'esperienza politica e sociale di una vita. La figura di Montanelli, in questo lavoro, diviene quindi quella di un "testimone interessato" della vicenda storica, sociale e politica degli ultimi cinquant'anni della storia del mondo. Tra gli interpreti: Nicoletta Mandelli, Claudio Ridolfo, Roberto Sbaratto, Paolo Scheriani, Alessandro Messina, Laura Pozone; la regia è di Paolo Zenoni, la produzione dell'Associazione APPI  di Milano. Lo spettacolo nasce per iniziativa della Comune di Milano – Settore Cultura e si avvale del patrocinio e contributo della Provincia di Milano e della Regione Lombardia.