Apparat

Il tedesco parla criptato, il suo viso attrae e lo si rincorre, quando Apparat torna a Milano, trova il suo seguito

Tedesco, co-possessore, insieme a T. Raumschmiere, dell'etichetta Shitkatapult, la quale ha partorito le realtà più interessanti degli ultimi anni, almeno per quanto riguarda la scena elettronica. Nomi quali Quasimodo Jones, Phon.O, Napoli is not Nepal, solo per citarne alcuni, hanno percorso tutta la Germania ed espatriato visitando gran parte dell'Europa, confermando la netta superiorità dei tedeschi in questo genere.

ODIATO E AMATO -  Nonostante il successo ottenuto,  Apparat non vanta la simpatia di tutti. Un artista difficile che è amato ed odiato dalla stessa fetta di pubblico. Ci sono quelli che non lo sopportano quando suona live, non capiscono la sua ricerca musicale e sperimentale, che lo porta, talvolta, a strafare, a non imprimere. Ma ci sono anche quelli che lo inseguono, che non vogliono farselo scappare ovunque lui arrivi, sono quelli che comprendono il suo delirio, che riescono a seguirlo, come riescono a seguire i suoi innumerevoli cambi discografici. Basti pensare a Multifunktionsebene, album concepito nel 2001, nel quale il tedesco ha sfoderato la sua capacità più alta, trovando nella ricerca del suono lo slancio migliore, un album minimale, intimo, legato al cuore e alle vene. un lavoro non adatto a tutti, ma ad un pubblico adulto. Dopo Duplex, del 2003, ecco che Apparat, nel 2007, collabora con Ellen Allien, trovando questa volta la strada più semplice, forse, ma anche più efficace, lasciandosi alle spalle la ricerca del singolo suono, della vena calda, ma non smentendo le sue capacità. Orchestra Of Bubble è di grande successo, grazie anche all'amica Ellen Allien, affermata Dj che trova il giusto innesto alla bomba Apparat.

IL MAGNOLIA - Apparat ha girato molto Milano, lo si è visto al Leoncavallo, lo si è visto ai Magazzini Generali, lo si è in visto molto in giro per l'Italia, questo è un buon segno, per lui e per gli italiani. Per i milanesi, se vogliamo. Venerdì è toccato al Circolo Magnolia, l'estate passata il locale aveva goduto della presenza dell'amico e collega T. Raumschmiere, riscontrando un'affluenza di pubblico notevole, Apparat non è stato da meno, molta la gente accorsa ed uno show pregevole, all'altezza della sua fama. La serata, organizzata da Lust Minute e We Can Dance, ha visto il supporto di Albert Vorne, resident dj, e di Transforma Visuals per la parte, appunto, visiva. Presenti ancora i vecchi romantici, quelli che lo vorrebbero più diretto e meno ricercatore, ma, a conti fatti, un'altra tacca sul fucile del tedesco, un maestro nell'arte dei sintetizzatori, uno di quelli a cui forse bisognerebbe fare un inchino per quello che ha portato negli ultimi anni, che poi si sa, chi riesce a farsi amare ed odiare allo stesso modo ha qualcosa di particolare, qualcosa cui tenere conto.