Albafaida

La nuova arte che seduce con dolore

DISSONANZE - Peperoncini rossi e passionali ricoperti da cioccolato fondente, mele caramellate e succose marmellate di mirtillo nutrono con sapori contrastanti il pubblico di Albafaida, serata che rientra nel Festival Les Amants, la domenica sera al Goganga. Il laboratorio a-poetico Lobo di Lattice, domenica 3 dicembre, ha regalato un sinuoso percorso di vissuti, sudori, mani tremanti, corpi logori, ma soprattutto sensualità nelle sue sfaccettature.

LE SENSUALITA'- Treska, Stefania Castoldi, al centro del suo tappeto pittorico, pone corpi di donne, pregni di sofferenza, voracità, viziosità. Trascendono la loro peccaminosità in un avvolgersi di linee, prigioni per l'occhio e per il cuore. Malizia allo stato puro per esili forme costellate di spigolosità. LSB, Luca Beolchi, vive il conflitto perenne fra leggerezza e pesantezza. Cani benpensanti, voyeur di promiscuità sensoriali, ravvivano scene tanto ironiche quanto drammatiche, che portano con sé colori accessi pur in una sostanziale immobilità. La forza di gravità imprigiona e impone il movimento, ma, proprio quando la caduta è inevitabile, un gesto di ineffabile tenerezza evoca poesia.

I DOLORI - Marc, Marco Lamanna, si strugge nelle sue tele, cariche di sensi che gelosamente custodisce. Lo spettatore cerca, chiede, scruta ma la verità sarà forse solo nel suo sguardo così solare, ma severo. L'uomo, il corpo, il condannato altro non sono che testimonianza di un dolore che accomuna l'umanità tutta, tra silenzi, attese e piaghe serpeggianti. Spleen, Andrea Bovo, nutre i corpi con i corpi stessi, li divora, li scalfisce con ingordigia, li deforma, li blocca in una stasi così mutevole e aleatoria, li spoglia in una nudità solo apparente. La colazione è nuda, sì, ma le sollecitazioni emotive portano all'indigestione.

L'ARTE CHE INQUIETA - La gente vaga, parla, si confronta, fuma pensierosa tentando di profanare segreti che non raggiungerà mai. Molti sguardi sono per Treska e LSB, che creano corpi che si sfiorano e assaporano l'imminente ricongiungimento carnale. La musica, fragorosa e impetuosa, sembra sottofondo, apparente distrazione. Il sudore è quello non di chi balla e si agita, ma quello di chi pensa, forse si inquieta, di chi sa che lo attende un sonno tutt'altro che tranquillo in una notte dove riappaiono tormenti, rimorsi e desideri indicibili. E l'arte, nonostante venga maledetta perchè portatrice di irrazionalità animale, ha funzionato davvero bene.

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