Corpi e visioni europee per il Teatro a Corte

Il festival di teatro nelle dimore sabaude si chiude con un convegno e due meravigliosi allestimenti

I nostri teatri si sforzano di affacciarsi sull’Europa. A Milano lo fa il Piccolo e poche altre realtà. Non basta guardare i grandi progetti, che hanno costi a volte spropositati. In un momento di crisi stagnante e culturale come questo occorre scavalcare le frontiere obbligate ed insinuarsi tra i piccoli rivoluzionari. Io li chiamo “artisti invisibili” , coloro che operano radicati nelle realtà locali ed hanno rinnegato in parte l’abecedario del villaggio globale. Per tornare a fare dei bei cartelloni sarebbe utile scrollarsi di dosso l’atteggiamento poltronaio da direttore artistico e girare tra i piccoli festival senza la puzza sotto il naso.

TEATRO A CORTE - Una bella lezione ci arriva da Torino, partner di MITO – Settembre in musica, che guarda da tre anni anche alla scena teatrale europea. Si è concluso con un convegno l’edizione di 2009 di Teatro a Corte, il teatro europeo in scena nelle dimore sabaude. “Se un gemellaggio transregionale porta nuove energie, noi ci siamo”, replica il direttore artistico del festival Beppe Navello.

IL CONVEGNO - La questione al centro del dibattito è una sola: impegnarsi con costanza per formare il pubblico di domani e sostenere il teatro per i ragazzi. Concordano a pieno Bobo Nigrone del Festival Lo Spettacolo della Montagna, Graziano Melano del Festival Giocoteatro Torino e Paolo Stratta del Festival Sul Filo del circo. “Nell’Europa francofona sono i genitori a portare i bambini fin da piccoli ad installazioni e a spettacoli teatrali. È un investimento che resta e sostiene noi operatori nella ricerca”, ci racconta l’artista multimediale Judith Nab.

EN PLEN AIR – L’ultimo fine settimana del festival si consuma con due superbe provocazioni teatrali spostando lo spazio scenico en plein air e i riflettori dalla fluttuosità della parola alla sobrietà del corpo, tra gli scenari suggestivi del maneggio di Druento e la reggia di Venaria. Ampi consensi di pubblico per Flux, spettacolo equestre proposto dal marsigliese Theatre du Centaure: i bravi Camille e Manolo ci portano in giro per l’Europa con video e azioni equestri, dove l’uomo torna a relazionarsi con l’animale diventando parte di sé, in un’affannosa ricerca dell’origine tribale.

COLEOMUR -  Movimenti del corpo si appropriano della “verticalità” in Coleomur, dove la poetica visionaria di Eric Lecomte spinge due coppie di danzatori a volteggiare sulla facciata della Reggia di Venaria. “L'allestimento è stato pensato per questa location. Peccato che la burocrazia italiana ci abbia creato diversi problemi. Non era un detto cinese a dire che le facciate non sono dei proprietari, ma di chi le guarda?”, replica il regista Lecomte. Il pubblico è entusiasta e coglie l’invito al volo: se non venite a teatro, veniamo a prendervi. E Teatro a Corte porta a termine la sua missione. 

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