Addio a Pina Bausch, cometa della danza contemporanea

Si è spenta all'età di 68 anni la grande coreografa tedesca. La danza è in lutto.

La danza vive un profonda crisi esistenziale e non è una novità. Quando si perdono i punti di riferimento, i dubbi e i pensieri sul destino di questa arte del palcoscenico si moltiplicano. Ed è legittimo questo stato emotivo alla notizia della morte di  Pina Bausch, la grande danzatrice e coreografa tedesca stroncata da un tumore all’età di 68 anni.

IL TEATRO DANZA -
Le stelle brillano, ma si disperdono nella dinamicità di ogni universo. Le stelle comete orientano e guidano perché non sono destinate ad essere un abbaglio nel buio. Pina Bausch è stata la cometa della danza contemporanea per due motivi. Da una parte è riuscita a tirare fuori dal suo “teatro danza” una nuova estetica, più affine al suo tempo; dall’altra la leggiadria del suo corpo esile ha scolpito la sofferenza  del danzatore post-bellico. La sofferenza di chi ha fatto del ballo una missione inespugnabile, resistendo in tempi difficili alla tentazione di appendere le scarpette al chiodo.

L'ASTRO BAUSCH - Nella Bausch si mescolano alla perfezione l’audacia del coreografo, la creatività del regista e l’emotività del danzatore in un ponte meta-simbolico che proietta la sua Germania verso la nostra Italia, sua seconda patria. Chi si ostina ancora ad allontanare l’arte della palcoscenico dalla storia non comprende fino in fondo l’eredità di questa stella danzante.  Quelle impeccabili esibizioni, quella costante ricerca tra vita e arte hanno guidato la sua generazione alla cancellazione delle barbarie naziste, che il tempo fetido voleva riportare a galla.

PASSI SOCIALI - Il Teatrodanza di Pina Bauch ha avuto anche un connotato sociale in una battaglia verso lo scissionismo che ha dilaniato l’anima dei tedeschi, prima ancora della caduta del Muro di Berlino. Mentre il ricordo dei suoi passi precisi lascia il segno nel passaggio artistico e storico da Est a Ovest, per lei Franco Battiato ci consenta di trasformare un suo canto in una preghiera: “Voglio (ri)vederti danzare come le zingare del deserto  con candelabri in testa  o come le balinesi nei giorni di festa”.