Teatro tutto nuovo

Il Nazionale riapre i battenti, rivestito dall'architetto Piero Lissoni

La sua facciata è talmente bianca da sembrare quasi di cartone. Invece è proprio vera e con lei torna a brillare da Piazza Piemonte il nuovo Teatro Nazionale, dopo due anni di chiusura. L'immagine esterna dell'edificio resta però identica a quella originaria del 1924, disegnata da Mauro Rota: spetta dunque al rinnovato biancore comunicare a Milano l'arrivo di una nuova realtà nell'architettura cittadina.

BIANCO FUORI, GRIGIO DENTRO - All'interno, invece, i cambiamenti si vedono, ma in maniera sussurrata: del resto, i lavori di ristrutturazione sono stati affidati all'architetto milanese Piero Lissoni, sostenitore di un design minimalista portato avanti negli anni con le collaborazioni con Alessi, Kartell, Boffi. Un teatro pensato innanzitutto come luogo da vivere: su questa linea Lissoni ha coordinato il cantiere affidato alla Sacaim, che ricostruì anche la Fenice di Venezia. Interni grigi, sedute firmate da Poltrona Frau in blu, con qualche poltrona di un verde brillante posizionata qua e là, a portare un guizzo di colore alla vista dei 1.500 posti di cui si compongono platea e galleria. Alle pareti, pannelli acustici in tessu­to ancora una volta blu, il soffitto lascia nudi cavi, travi e canaline.

DIAMO I NUMERI - In contrasto con gli interni scuri ma vivaci, i foyer si caratterizzano per la candida luminosità. Tornando all'interno del teatro vero e proprio, la differenza la fa il palcoscenico: è stato pensato per ospitare grandi produzioni con i suoi 19 metri di larghezza, i 14 di profondità, i 17 di altezza. Oltre a questi numeri, quelli della torre scenica, alta 21 metri e dotata di una macchina speciale (la flying machinery), essenziale per muovere le quinte in tempi rapidissimi: una tecnologia necessaria per le tempistiche del musical. La società che possiede il Nazionale è infatti l'olandese Stage Entertainment (di Joop Van den Ende, già papà della Endemol del reality Big Brother) "specializzata" in musical. Gli olandesi hanno impegnato per il progetto di Piero Lissoni 15 milioni di Euro. "Solo" cinque è costata invece la produzione dello spettacolo che segnerà il debutto della nuova vita del teatro: La Bella e la Bestia, al via dal 2 ottobre.

DISCONNESSIONI VISIVE - Al momento dell'inaugurazione del teatro, solo un'ombra si allunga sulla sua facciata: quella della pensilina del parcheggio appena realizzato in Piazza Piemonte. Una struttura che nulla ha a che fare col lavoro di Lissoni e che anzi disturba la visione del Nazionale. Interrogato su cosa sulla questione, l'architetto non ha nascosto l'imbarazzo: "Che dire? La pensilina è certamente invasiva. Ma il progetto del parcheggio interrato risale a tantissimi anni fa ed è indipendente a quello del Teatro. Devo però ringraziare chi ha seguito i lavori esterni: fino a gennaio c'era un buco di quasi trenta metri di fronte al teatro. Sono stati velocissimi a chiuderlo e se così non fosse stato, non sarebbe stato possibile inaugurare il Nazionale".