Milano Design in the City: vincitori e vinti

Primo bilancio dell'iniziativa che ha coinvolto la città nei giorni scorsi

Chiusa la manifestazione lanciata per la prima volta da DesignPartners (già organizzatori di ZonaTortona), si tirano un po' le somme di Milano Design in the City. Lodevole l'inizitiva di un appuntamento che facesse vivere di design la città non solo durante il FuoriSalone: "Design in the city è stato pensato per coinvolgere i consumatori, la gente comune" aveva detto Valerio Castelli di DesignPartners. E sebbene la gente comune abbia risposto, sono mancati i numeri a cui ci ha abituato il FuoriSalone. Scarsa la segnalazione per le strade della città: i vasi posizionati all'ingresso degli showroom erano ben poco visibili e l'estetica di scarso appeal (un difetto non da poco per una manifestazione di design), le piante al loro interno più simili a rametto striminziti con poche foglie. Gli infopoint in San Babila, via Croce Rossa e Largo la Foppa sono stati posizionati con un giorno di ritardo a causa del maltempo e problemi logistici, ben fatte invece le mappe che suggerivano dei percorsi strategici ad hoc. Qualcuno dei 64 negozi e showroom partecipanti ha lamentato una comunicazione insufficiente da parte dei media tradizionali. Insomma, si poteva fare di più, ma è bene ricordare che Milano Design in the City era alla prima edizione e dunque qualche peccato è concesso.

Novità sul versante del concorso lanciato tra i negozi, a cui era stato chiesto di allestire lo spazio espositivo in base al tema La forma dei sogni: quello di B&B Italia Store è stato considerato il migliore. Menzioni speciali a Cerruti Baleri e Skitsch, segnalazione speciale per la comunicazione dell'evento a Crovato con Catalano, Dornbracht, Kaldewei e Megius.