Intervista a Leonardo Talarico

Le forme essenziali che interpretano uno stile under 35

Giovane designer, classe 1988, Leonardo Talarico ha già collaborato con le più prestigiose firme del Design: da Cappellini ad Alcantara e Henrytimi.

A soli 23 anni era già tra i nomi noti nel suo settore e nel 2013 è stato inserito tra i 15 talenti under 35 dal magazine Interni. I suoi prodotti sono già stati presentati alle Design Week di Milano, Londra, NewYork, Colonia e Parigi.

Di recente, a Francoforte, ha sorpreso con un'installazione fuori dalle righe: le onde del mare in marmo.

Come è nata l'idea?

"Mi piaceva l’idea di non presentare prodotti ma comunicare un pensiero. L’acqua è infatti intesa come elemento in grado di rendere il visitatore protagonista di un percorso tra immaginazione e realtà. Ho quindi creato grandi onde fuori scala, che attraverso i vari toni di blu e finiture differenti, ci portano alla mente i colori dei grandi oceani della Terra".

Cosa ti differenzia dagli altri designer?

"I miei progetti sono volti a ricercare una bellezza rigorosa ma inusuale.Voglio comunicare purezza e linearità delle forme, con l’idea di lasciare un tratto molto personale che con il tempo, ripetendosi in tutti i miei lavori, diventi riconoscibile: una firma insomma. Il mio, è un lavoro di riduzione, cerco di eliminare l’eccesso e ciò che non è essenziale, dando importanza a piccoli segni in grado di disegnare oggetti semplici ma non banali. Fin da giovanissimo ho avuto la fortuna di entrare in contatto con grandi personaggi del design internazionale come Giulio Cappellini, Jasper Morrison, Nendo; mi hanno insegnato molto".

Per il Fuori Salone presenti un oggetto da esterno molto originale. Perché hai scelto la lamiera come materiale?

"Village, la panca disegnata per DA A, è un prodotto ispirato alle grandi scale in metallo che disegnano le facciate esterne dei loft americani, la lamiera era quindi il materiale perfetto. L’idea era quella di realizzare un complemento d’arredo dalla grande forza espressiva nel quale la forma avesse il sopravvento sul materiale. Nell’arredo infatti, la lamiera di ferro è alle volte percepita come materiale freddo e duro; ho voluto quindi fare un richiamo al “dogato” di legno che da sempre è invitante e domestico".

Village by Leonardo Talarico for Da_a

Village by Leonardo Talarico for Da_a

La seduta per Henrytimi si presenta "instabile" alla percezione: come si risolve nella realtà?

"Il tema del progetto è avere un prodotto comodo e stabile, anche se all’apparenza non lo è. Tecnicamente la sedia è perfettamente bilanciata, le gambe abbracciano seduta e schienale nel punto più critico e si aprono a terra, distribuendo il peso, che viene scaricato sulle punte delle stesse. Un prodotto che non tutte le aziende avrebbero capito. Henrytimi ha una filosofia differente: mettere a catalogo oggetti senza tempo e oltre le mode".

LT101 per Henry Timi

LT101 per Henry Timi

Quali opportunità offre il Fuori Salone?

"Il Fuori Salone di Milano è sicuramente motivo di visibilità perché richiama migliaia di visitatori, tra addetti ai lavori e curiosi del design provenienti da tutto il mondo. Inoltre, tutti gli eventi trasversali, coinvolgono persone che non conoscono direttamente il nostro settore, ma che però spesso rappresentano il mercato. E’ quindi interessante entrare in contatto proprio con questi ultimi, vedere i loro riscontri e confrontarmi con loro. Per un furniture designer, la design week milanese è il momento più importante dell’anno per studiare le rotte di mercato ed i nuovi trend".

Quali sono i tuoi progetti futuri?

"Ho molti progetti in cantiere che spaziano dal branding, al fashion all’interior. Dopo il Salone del Mobile, verrà lanciata la nuova corporate image di Cappellini, che già da tre anni a questa parte vede utilizzare i miei disegni “Landscape”, ispirati ai prodotti dell’azienda. In veste di art director, sto curando un progetto che mixa moda, design e fotografia; saranno coinvolti diversi personaggi affermati per ciascuno di questi settori. Infine, lavoro agli interni di una penthouse di New York; in questo progetto, grandi elementi scenografici, solitamente tipici di installazioni temporanee, convivono perfettamente con mobili e complementi d’arredo".