Mostre Gio Ponti Milano - Triennale, Pirelli

Gio (Ponti) di maggio

Doppia inaugurazione per onorare il Maestro del design, con mostre alla Triennale e al Pirellone

Doppio omaggio a Gio Ponti, architetto globale di milanesi origini, quello che gli rendono Regione Lombardia e Triennale, strette per l'occasione in un sodalizio culturale lodevole. Al Pirellone, moderna creatura pontiana datata 1960, sfilano le ceramiche realizzate per Richard Ginori con l'esposizione Il fascino della ceramica. Un tripudio di colori, linee ora sinuose ora geometriche per vasi, coppe, ciste, piatti che da un lato richiamano l'età classica, dall'altro strizzano l'occhio alla borghesia intellettuale degli Anni Venti. A Palazzo delle Arti, alias Triennale, Espressioni di Gio Ponti presenta una selezione rappresentativa del maestro: disegni, mobili, oggetti, studi e modelli di architettura.

GIO, APE OPEROSA - La mostra in Triennale avrebbe dovuto inaugurare lo spazio newyorkese di questa istituzione milanese. Un progetto poi tramontato che ha regalato dunque a Milano questa preziosa esposizione, ampliata rispetto al disegno originale a vantaggio della sezione riservata alle architetture meneghine. Ponti nasce e muore a Milano, realizza palazzi, chiese, vi fonda riviste: ecco allora anche una mappa dei luoghi pontiani, dislocati in centro come nelle periferie. "Il Pirellone è il simbolo della rinascita e dell'operatività milanese di fine Anni Cinquanta e proprio oggi, che si parla di rinnovamento e si rilanciano le artigianalità, il lavoro di Gio Ponti diventa metafora, simbolo, esempio", dice Davide Rampello (Presidente di Triennale). Dalle sale della sede espositiva calano sospese le sedie Cassina, scorre il prototipo pontiano "Finestra arredata", si succedono i vetri Venini, sfila la riproduzione del pavimento realizzato a mano dal maestro per gli uffici di un giornale austriaco. E ancora posate, tavoli, sedute, scrivanie che introducono alle architetture milanesi sì, ma anche internazionali. Lavoratore instancabile e globetrotter antesignano, Gio Ponti ha progettato l'Auditorium del Time & Life Building di NY o la Cattedrale di Los Angeles, rappresentate nel percorso da studi e modellini. E naturalmente, la Torre Branca, in scala 1:1 appena fuori da Palazzo delle Arti.

LA CHICCA – Degno di nota il catalogo della mostra edito da Electa: una riedizione fac-simile della rara pubblicazione Espressione di Gio Ponti, il primo libro sul lavoro del designer, realizzato da lui stesso nel 1954 per l'editrice Daria Guarnati. A questa sorta di riedizione si affianca un giornalone che conta tutti i dati della mostra della Triennale con testi critici e un ricco apparato iconografico.

ARCHITETTURA, DISEGNO E DESIGN - Se il percorso espositivo della Triennale è più completo, più breve ma non meno prezioso è quello ospitato al Pirelli. Le ceramiche Ginori create tra il 1923 e 1930 sono il frutto del felice incontro tra architettura, disegno e design. L'autore decora vasi e piatti con donne formose, nuvole, vele, dee e divinità ponendoli su sfondi strutturati che rivelano gli studi di architettura svolti al Politecnico di Milano, come pure la conoscenza del mondo greco, etrusco, romano, i cui stili vengono interpretati secondo il genio creativo del maestro. Calzante la descrizione di Ponti espressa nel 1923 da Carlo Carrà: "Un neoclassico di Milano, profondamente sincero nelle sue ricerche stilistiche e, quello che più conta, riccamente dotato di qualità inventive".

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