Design Hotels: diffidate dalle imitazioni

A Milano sono tre gli alberghi che rientrano ufficialmente nella speciale categoria

Quanti significati ha un albergo? É comfort per chi viaggia, è vanto di una città (pensate al prestigioso Plaza di New York), è segno di stile nel tessuto urbano. Ma per assolvere tutti questi ruoli si deve trattare di un signor albergo, e allora ecco che nell'eccellenza della categoria rientra la "squadra" Design Hotels.

DESIGN HOTELS - Creata nel 1993 da Claus Sendlinger, la società vanta una collezione di 170 alberghi in tutto il mondo. L'idea ispiratrice del progetto è stimolare un'interazione continua tra hotellerie e mondo del design, oltre ad offrire una serie di servizi personalizzati in grado di soddisfare viaggiatori sempre più cosmopoliti. In un settore dove la concorrenza si sposta verso lusso ed esclusività, la formula proposta da Sendlinger funziona.

HOTEL STRAF - Tra i membri di Design Hotels, si incontrano tre alberghi milanesi. Dall'Hotel Straf ci arrivano indicazioni precise sulle modalità di "appartenenza" al circuito: "Gli hotel che sono destinati a entrare nella categoria vengono prescelti e visitati personalmente da persone che lavorano all'interno della stessa Design Hotels, a loro è affidato il compito di scegliere l'albergo in base a numerosi criteri e ad un'attenta selezione di diversi elementi: design, qualità dei materiali, originalità dello stile, location, le peculiarità dell'hotel e molte altre". Gli interni dello Straf sono stati curati dall'architetto Vincenzo de Cotiis. Da segnalare il Bar: anima pulsante dell'albergo, riesce sempre ad attirare moltissimi milanesi nella fatidica ora dell'aperitivo, servito dalle ore 19.

THE GRAY - Lo stile liberty primo Ottocento della facciata lo veste di autorevolezza. Spostandosi all'interno si resta sorpresi dai mille dettagli (dagli inserti di paglia ai led nascosti, dagli stucchi bizzarri alle conchiglie in madreperla) pensati da Guido Ciompi. L'architetto fiorentino ha realizzato gli interni del The Gray cercando soluzioni di forte impatto emotivo sul cliente, senza dimenticare l'attenzione al particolare ricercato. Anche in questo caso il Bar merita di essere nominato: lì tutto è studiato per facilitare la vicinanza ed il contatto tra le persone.

THE CHEDI - Chiude la triade questo albergo realizzato dall'interior designer indonesiano Jaya Ibrahim. Chedi è la parola tailandese che indica la pagoda: la scelta non è casuale, non tanto per un richiamo architettonico a tali edifici, quanto per la filosofia di ospitalità della GHM, la catena a cui The Chedi appartiene. Jaya Ibrahim ha detto di questa sua creatura: "Mi sono ispirato alla mia terra d'origine, l'Indonesia, per immaginare spazi tranquilli, ampi e luminosi, ma intimi e accoglienti. Colori tenui e rotondi, senza dimenticare il bianco della purezza e della calma interiore. Materiali, semplici e primitivi, luci avvolgenti. E tutte le comodità tecnologiche dell'Occidente. Per sentirsi a casa, anche quando si è lontani".