Architettura in viaggio tra Torino e Venezia

Quali temi dovrà toccare l'architettura? Il dibattito si apre alla Biennale di Venezia, ma da Torino giunge un'eco...

Arrotolato il tappeto rosso del suo Festival del Cinema, Venezia si appresta ad inaugurare una nuova Biennale, quella dell'Architettura, che aprirà i battenti il prossimo 13 settembre all'Arsenale della città lagunare e fino al 23 novembre. Il 2008 però è un anno speciale per il dibattito intorno ai temi relativi a design e architettura. Non solo questo è l'anno in cui Torino è rivestita del ruolo di World Design Capital, ma anche perchè proprio la città gemellata a Milano in questi giorni con MiTo ha ospitato nello scorso giugno l'evento UIA, cioè il Congresso Mondiale degli Architetti. Se vogliamo misurare la temperatura di tale dibattito, sarà utile fare un confronto tra i due appuntamenti, fra Torino e Venezia.

ETICA E ARCHITETTURA - Quest'anno UIA era dedicata al tema "Transmitting Architecture" e l'obiettivo degli organizzatori italiani era quello di riavvicinare gli architetti alle problematiche che deve affrontare l'uomo della strada. Scriveva Luca Molinari sulla rivista specializzata L'Arca: "L'architettura dei prossimi decenni dovrebbe raccogliere le sfide che la società contemporanea continua a rilanciare: dalla sostenibilità ambientale ai flussi migratori in rapporto alla metropoli contemporanea, dal dialogo necessario tra architettura , economia e politica, al ruolo delle tecnologie nella costruzione di ambienti sociali ecologici". L'articolo si intitolava Il ruolo etico e sociale dell'architettura

TUTTI FUORI DALL'EDIFICIO! - Queste le esigenze primarie avvertite dagli italiani, e non sarà forse un caso se il padiglione nazionale della prossima Biennale veneziana è dedicato al tema L'Italia cerca casa, rivelando la giusta attenzione al grave problema degli alloggi, tra affitti e mutui al rialzo e un'offerta del mercato immobiliare troppo contenuta rispetto alla domanda. Tra l'altro l'argomento casa è stato al centro di una mostra estiva della Triennale di Milano, intitolata appunto Casa per tutti. Insomma, la nostra architettura inizia ad avere gli occhi aperti sul presente. Diverso il tema della Biennale: Out there: Architecture beyond Building, il cui senso è spiegato dal curatore statunitense Aaron Betsky che l'ha formulato: "Il compito che ci spetta è quello di orientare l'architettura oltre appunto gli edifici e presentare visioni ed esperimenti che aiutino a comprendere il nostro mondo moderno. L'architettura deve fare domande, non dare risposte".

Senza dubbio una posizione originale, che rispetto ai concetti di Molinari rischia di deresponsabilizzarsi, scegliendo di non voler avere a che fare con la struttura edificio, con le case, gli uffici, i palazzi. Allora è lecito chiedersi: per chi sarà l'architettura esposta in Biennale? Quali strasichi lascerà questa edizione? E quali echi ha lasciato il congresso di Torino? Che soffieranno forse sulla Biennale del 2009?