A scuola di Design

La Scuola Politecnica di Design apre i battenti estivi con workshop speciali. Quali opportunità per i giovani?

A Milano il design sale in cattedra anche durante il periodo estivo. Di fatti, la Scuola Politecnica di Design ha appena inaugurato alcuni workshop estivi che coinvolgono icone del settore come Ross Lovegrove, Fernando e Humberto Campana, Matali Crasset e Martí Guixé. “Questi corsi estivi nascono prima di tutto perché questa è la scuola di design più antica d'Italia – ribadisce il direttore Antonello Fusetti - Proponiamo corsi destinati a studenti e professionisti con l'oppurtunità di stare a stretto contatto con grandi designer, il richiamo è mondiale da entrambe le parti. i corsisti stranieri vengono doprattutto da Stati Uniti, Sud America, Nord Europa”.

IMPARARE NEL DESIGN – Prino centro di formazione per il disegno industriale e la comunicazione visiva, la Scuola Politecnica di Design punta ai diversi settori: dall’interior all’industria, dal web al visual. Se i percorsi di formazioni relativi al disegno industriale vertono sulla fruizione del prodotto, quelli che riguardano il designer di interni dilatano la creatività di chi si occuperà di organizzare i vari spazi. Tuttavia, ci sono due aree che si allineano alla perfezione con l’esigenza dei tempi: il visual designer, deus ex machina della progettazione grafica e visuale del prodotto, e il web designer, creatore di siti e prodotti multimediali.

DESIGN E GIOVANI - L’argomento è sicuramente molto ricercato da parte degli studenti. Di fatti, saltellando su alcuni forum, sono molti coloro che chiedono come orientarsi. L’Italia è la patria dei "cervelloni", spesso costretti ad andare all’estero perché mal pagati e poco valorizzati. Accade lo stesso anche nel design? "Il design italiano ha un grandissimo potenziale,ma servono le giuste iniziative per promuovere i giovani, perché si parla sempre degli stessi nomi”, precisa il direttore della Scuola Politecnica di Design. La ricetta di Antonello Fusetti è semplice e chiara: a Milano sarebbe opportuna una vera e propria azione di marketing territoriale, facendo in modo che non ci siano singoli o straordinari eventi, ma un processo continuativo di osmosi. “Abbiamo bisogno del supporto delle istituzioni: per esempio, come la Moda ha la Camera della Moda, lo stesso dovrebbe essere per il Design", conclude Fusetti.

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