Velisti non per caso

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Velisti non per caso

AUTORE
Cristina Viggè
DATA NEWS
lunedì 25 aprile 2011
ARGOMENTI
Barca a Vela, Italia, Chef, Artisti, Imprenditori

Chef, scrittori e imprenditori salgono in barca e fanno rotta verso l'America. Tenendo alto il Tricolore

Due capitani coraggiosi. Cinque marinai. Un poker di chef. E 15 compagni di ventura. Sono loro i protagonisti della spedizione tricolore che, partita il 25 aprile da Genova, attraversa l'Oceano Atlantico e il 2 giugno approda a New York. Dopo aver fatto tappa a Palma di Maiorca, Gibilterra e Madeira. Un viaggio in barca a vela, il cui scopo è quello di consegnare al console italiano della Grande Mela un importante documento: le sette mosse per migliorare il Bel Paese. Redatto da chi politica non la fa né la vuole fare. Tant'è che anche il pubblico può partecipare, scrivendo i propri suggerimenti-commenti via internet.

Ma chi sono i novelli Cristoforo Colombo? Anzitutto, un navigatore (non più solitario) quale Giovanni Soldini. Un mercante come Oscar Farinetti, patron di Eataly e della tenuta piemontese di Mirafiore & Fontanafredda. Cinque esperti velisti nonché quattro noti chef, pronti a passarsi il mestolo lungo la rotta: Ugo Alciati, del ristorante Guido di Pollenzo, nel Cuneese; Davide Scabin del Combal.Zero di Rivoli, in provincia di Torino; Moreno Cedroni della marchigiana Madonnina del Pescatore di Senigallia; e Mario Batali, titolare di innumerevoli locali gourmet negli Stati Uniti. E poi? C'è il resto della ciurma. Della serie: lupi di mare per passione più che per professione. Come lo scrittore Alessandro Baricco, il birraio Teo Musso, l'attrice Lella Costa, l'eclettico artista Giorgio Faletti e imprenditori del calibro di Matteo Marzotto e Riccardo Illy.

E se a cucinare ci pensano i celebri cuochi, in cambusa (pesce fresco a parte) entrano solo prodotti Made in Italy, fra cui molti Presìdi Slow Food. Perché sulla barca-arca di Noè sale solo l'autentica eccellenza nazionale: dal Grana Padano alla Robiola di Roccaverano, dal pecorino di Farindola a quello sardo, dal Culatello di Zibello allo speck altoatesino, dal fagiolo di Saluggia al peperone di Senise. Non dimenticando il pesto genovese, il pomodoro San Marzano e la bottarga di Cabras. E se a condire il tutto sono gli oli extravergine dop del Garda, della Riviera Ligure e dei Monti Iblei, ad accompagnare le pietanze sono il Barolo e la Barbera, il Chianti e il Verdicchio dei Castelli di Jesi. Perché anche il vino segua la stessa lunghezza d'onda.

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