Umberto Eco e la storia della Bellezza

Alla Milanesiana 2005, lo studioso piemontese ci introduce uno dei temi più affascinanti della storia dell'umanità

Già lo so come va a finire quando di mezzo c'è uno scritto di Umberto Eco: abbandono tutto e tutti, lasciando squillare invano il telefono. Addirittura lascio stupiti gli altri che mi vedono passeggiare per strada assorto, meditando su alcune pagine del libro. L'ultimo romanzo del grande studioso piemontese La Misteriosa Fiamma della Regina Loana (Bompiani 2004, Euro 19,00) è una intensa riflessione sulla memoria. Di fatto, a seguito di un incidente il protagonista perde la "memoria autobiografica", rimanendo in possesso della sola "memoria semantica", ovvero quel contenitore del cervello che ci permette di conservare tutte le informazioni che abbiamo imparato nella nostra esistenza.
Tuttavia, mi sembra che ci sia un legame tra questo viaggio nei meandri della memoria e quello della bellezza, tema che Eco affronta nel saggio Storia della Bellezza (Bompiani, 2004).
Umberto Eco è stato gradito ospite della serata del 30 giugno al Festival della Milanesiana di Elisabetta Sgarbi. Titolo dell'appuntamento, introdotto dal giornalista Ferruccio De Bortoli, era: La Bellezza. Storia di un'idea.

Il professore ha regalato al pubblico accorso in sala - c'erano moltissimi studenti universitari -  una bella dissertazione sulla bellezza, sintetizzando il suo saggio, già tradotto in 24 lingue, che attraverso un itinerario che tocca la filosofia e l'iconografia dalla grecia classica al terzo millennio, ci solletica spunti interessanti sulla questione. Per farla breve il concetto di "bello" è mutato vertiginosamente nel tempo: se i greci la ritrovavano nell'asfissiante perfezionismo delle proporzioni, quelli del XVIII secolo la vedevano nel sublime. Per non parlare dell'apocalissi che è sfociata nel XXI secolo dove chi osserva dovrà - come si legge nel saggio -  "arrendersi di fronte all'orgia della tolleranza, al sincretismo totale, all'assoluto e inarrestabile politeismo della Bellezza".

La serata si è conclusa con un viaggio musicale in compagnia del sopranista Simone Bartolini, che ci ha fatto ascoltare arie dal barocco ai giorni nostri con una rilettura di un brano di Franco Battiato. Infatti, come ha ribadito Bartolini, il cantautore siculo merita attenzione perché ha sperimentato strade ardue che lo hanno portato a raggiungere risultati ragguardevoli.