Tu devi essere il lupo

Un delicato viaggio tra le emozioni di un padre ed una figlia particolari

Alcuni animali, marionette portoghesi, parlano dei pericoli oltre il bosco, ma una farfalla vuole scoprire cosa si celi oltre quegli alberi e incontra il lupo...
Da Lisbona, dove si è rifugiata Valentina (Valentina Carnelutti), giovane dallo spirito inquieto e triste, la scena si sposta a Sondrio, dove Carlo (Ignazio Oliva) ha cresciuto come una figlia la piccola Vale (Valentina Merizzi), generata da Valentina, suo antico amore.
L'esistenza di Carlo e Vale scorre come le acque della Valtellina, a volte dolce e spensierata, spesso turbolenta e contrastante.
Carlo è un tassista con la passione per la fotografia e cerca di cogliere l'essenza dei passeggeri, in pochi istanti.
La storia è intarsiata così di curiosi personaggi, come una giovane ragazza che sale sul taxi con un anatroccolo, che accudisce come un figlio.
Viaggi fisici, ma soprattutto viaggi mentali e di emozioni, tra un padre ed una figlia particolari, interpretati con molta delicatezza dagli attori.

Ti restano dentro quelle montagne imperiose, che nel temporale ti sfidano, nella nebbia ti appianano l'animo.
Potresti stare lì immobile a scrutarle e sentiresti tutto il loro peso, oppure puoi viverle in tempesta o nella quiete della loro bellezza, quando il sole le fa risplendere ed il vento accarezza la sua natura, i suoi personaggi.

"Tu devi essere il lupo", di Vittorio Moroni è un film che fa riflettere sui rapporti umani, sui legami stretti che si possono stabilire tra le persone e tra i luoghi dove esse vivono.
E' una pellicola malinconica, con una storia dura, ma che lascia uno spiraglio di speranza.
Se il lupo esiste, tanto vale affrontarlo.
Molto bella la colonna sonora, dai Nirvana ai valzer in stile "Amelie".
Un momento di riflessione prima dell'inondazione di Cannes.
Lo potrete vedere a Milano al Cinema Palestrina.

di Melissa Mattiussi