Serena Dandini e Neri Macoré

Al Mazda Palace satira e humor tagliente fotografano i tic del Belpaese

La satira intelligente e priva di volgarità è quella che ci hanno regalato al Mazda Palace una banda di comici scalmati guidati da Serena DandiniAmo è uno spettacolo esilarante, una sorta di happening che spara colpi contro chiunque per fotografare l'Italia di questi tempi tra incertezze, perplessità e disorientamenti ideologici.  Non viene risparmiato nessuno e forse lo show lo avrebbe gradito il compianto Giorgio Gaber.

Il bravo trasformista e comico Neri Marcoré dipinge una storia fatta di vizi e di virtù incarnata da uno schizzofrenico conduttore di "Controcampo" Sandro Piccini, che sembra uscito dal teatro di Beckett, o Alberto Angelo che, con il suo fiuto maniacale di trovare scienza dappertutto, finisce per confondere presente e passato remoto. Lo spettacolo scorre con ritmo e il pubblico si diverte mentre Marcoré domina la scena con l'irresistibile parodia di Amedeo Minghi o di Piero Fassino che dichiara: "Per vincere c'è sempre tempo. Stiamo facendo di tutto per perdere. Ehi, Ciriaco (Pomicino, ndr.) mi puoi richiamare che non ho più credito?".

Non viene risparmiato nessuno e così "il Polo", ovvero "il buco con la ciambella intorno", si ritrova ad essere radiografato con diversi giochi di parodia che non annoiano mai e non sono mai banali. Sul palco salgono, direttamente dal programma tv "Bulldozer", anche le bravissime Federica Cifola e Paola Minaccioni che diventano le "first ladies" della serata a suon di "casalinghe, surgelati e vecchi fantasmi della televisione degli anni ottanta": ci irritano di più i fagioli della trasmissione "Pronto Raffaella?" o la faccia di Amadeus, che assomiglia ad un "filetto di platessa"? Ma il quadretto più bello è il confronto tra Barbie e Bratz, due bambole che hanno accompagnato i nostri giochi che forse ci lasciano l'amaro in bocca perché rappresentano la scissione di questo mondo. Il mondo progressista e quello conservatore, che invece di confrontarsi per racimolare la serenità persa, continuano a farsi una guerra ideologica spietata che non ci fa crescere. Ognuno esce dallo spettacolo con la libertà di fare le proprie riflessioni.