Savoir noir

Il cioccolato: storia, curiosità e insoliti utilizzi dell'oro bruno

Fondente o al latte? Pralina o tavoletta? A volte è difficile scegliere tra le mille anime del cioccolato. Ma una cosa è certa: piace a tutti, mette di buonumore e pare abbia benefici effetti su mente e corpo. La storia conferma.

DATE GOLOSE - Nel 400 a.C. i Maya conoscevano il cacao. E, dopo di loro, gli Aztechi ne utilizzavano le fave per farne cioccolata riservata all'imperatore. A Cristoforo Colombo, invece, non piaceva, mentre il conquistatore Hernán Cortés lo apprezzava alquanto. Quando giunse in Italia? Solo nel Seicento, alla corte dei Savoia. Poi, nel 1737, fu Carlo Linneo a definirlo con il nome scientifico di Theobroma cacao; nel 1828 l'olandese Coenraad Van Houten a inventare il procedimento di torchiatura per l'estrazione del burro di cacao; e nel 1846 l'inglese Joseph Fry a dar vita alla prima tavoletta. E ancora, nel 1865 nacque il gianduiotto a Torino; nel 1875 il cioccolato al latte in Svizzera; nel 1920 l'uovo di cioccolato; nel 1922 il Bacio Perugina; nel 1956 il Mon Chéry; e nel 1964 la Nutella. Non siete ancora sazi di notizie? Provate a leggere l'ultimo volume edito da Spirali e curato da Giuseppe Nisticò: Cioccolato e Piacere. E scoprirete tutte le virtù del cibo degli dei.  

IN SALATA VESTE - Già sul finire del '600 a Puebla, in Messico, si preparava il pavo in mole plobano, ovvero tacchino in salsa di cioccolato. E ancor oggi la nera delizia può finire con garbo nella coda alla vaccinara e in ricette che ne sublimano il sapore. Come quelle in scena il 6 novembre presso il ristorante dell'Hotel Griso di Malgrate, sul Lago di Lecco. Un menu, firmato dallo chef Antonino Messina, che recita: medaglioni di cervo con pera allo zafferano e salsa al cioccolato; riso Carnaroli mantecato ai finocchi con arance e medaglione di cioccolato; fricassea di lepre con polenta al cioccolato; soufflé al cioccolato e salsa al caramello; e cabaret di praline e cremini Vanini con tè e tisane.

MARE NERO - Non siete mai entrati in una giungla di cioccolato? È giunta l'ora di farlo. Ogni domenica, al Four Seasons Hotel di Milano, l'ultima tappa del brunch è una stanza in cui l'oro noir è ovunque: alle pareti, sotto forma di animali della foresta e in dolci dessert. Un'oasi tentarice, ultima seduzione di un viaggio fra le delizie dello chef Sergio Mei. Se, invece, amate chiosare la cena con qualche chicca, il Nectare serve una raffinata selezione di cioccolati in connubio a rum o caffè; e Il Giardino del Naviglio ne propone una degustazione in bellavista su un'alzatina, con rum agricolo e sigaro al seguito. Praline una tira l'altra, anche al The City di Villa San Carlo Borromeo, nate dall'estro del maître pâtissier Ranasinghe Rathnasoma.