Paragrafo 175

In scena la tragicità delle persecuzioni naziste contro i gay

Berlino prima della seconda guerra rappresentava la città con più locali gay d'Europa.
E proprio a Berlino con il nazismo è nato Paragrafo 175.
Al Teatro Libero il giovane regista Andrea Lisco ricostruisce il film-documentario di Rob Epstein e Jeffrey Friedman sul «175», articolo che perseguitò gli omosessuali perchè considerati gravi minacce della purezza della razza. 

Paragrafo 175 si apre con i riflettori puntati su Adrian, vestito con un abito rosso, attillato e scollato, protagonista di spettacoli in locali notturni frequentati dai soldati delle SS.
Da questa scena giungono gli altri 5 attori, dando vita ad un alternarsi continuo di flash back tra musiche, parole, urla, deliri, pianti isterici, abbracci.
Il periodo rappresentato passa dagli anni trenta agli anni sessanta. La rigidità e l'infamia nazista nei confronti dell'omosessualità ci fa riflettere sulle persone che ancora oggi non riescono a vivere "le differenze" come molteplici sfumature di colore di un mondo libero e soprattutto vario.

Una scena molto intensa e penetrante è quella che, sulle note di Schubert, ci trasporta nei drammatici momenti in cui Adrian subisce brutali persecuzioni nel lager da parte del suo ex-compagno Berno. Agghiacciante è come quest'ultimo personaggio assume le vesti del soldato nazista e si mostra privo di ogni scupolo nei confronti dell'ex amante.
Paragrafo 175 rende emotivamente la tragicità del momento storico, accentuato anche dalla bravura degli attori, in particolare del protagonista Adrian, interpretato con grande talento dall'attore Andrea Tibaldi.

di Roberta Ruggiero

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