New India

Perchè oggi Milano ha tanta attenzione per il regno di Govinda? Scopriamolo insieme attraverso l'arte e una società che velocemente si modernizza...

L'India sta vivendo un momento cruciale di trasformazione della realtà economico-sociale. Un mondo dinamicissimo che sta cambiando, mentre è ancora dotato della omogeneità di un Paese particolarmente ricco di personalità e di grandi tradizioni culturali, che si sono sviluppate in un relativo isolamento ed indipendenza. Nel regno di Govinda e Shiva vivono contraddizioni che oppongono città a campagna, modernità e tradizione, spiritualità e materialità, avanguardia e arretratezza. Il rapporto fra questi elementi è più esasperato che in altri Paesi, proprio per la presenza dell'antichissima sapienza del Buddha. Ecco perchè l'Occidente e per noi in particolare Milano sta accendendo i riflettori sull'India...

RIVOLUZIONE ARTISTICA - A far risaltare l'interesse per l'India è sicuramente l'arte. Il 22 novembre 2007 inaugura a Milano in via Valtellina, angolo Viale Stelvio, il nuovo spazio per l'arte contemporanea Primo Marella Gallery. La mostra New Delhi New Wave (fino al 19 gennaio 2008) propone 14 tra gli artisti più significativi del panorama delle ultime generazioni dell'arte contemporanea indiana tra i quali Anita Dube, Ravinder Reddy e Subodh Gupta. A settembre abbiamo visto Contemporary Indian Art alla Galleria AR Contemprary Art ed ora all'Oberdan è in corso India Arte Oggi, fino al 3 febbraio 2008. Una visione di sintesi dei principali protagonisti, filoni e tendenze che costituiscono la mappa degli autori e dei movimenti più rilevanti dell'arte indiana contemporanea. Essa abbraccia in una panoramica sintetica e continua le principali linee di sviluppo che caratterizzano la fisionomia e le aspirazioni dell'arte indiana nel passaggio dalle correnti Moderniste - che inaugurano stilisticamente e simbolicamente la conquista dell'indipendenza (1947) - fino ai nuovi protagonisti che, con grande varietà di forme espressive – dalle tradizionali pittura, scultura e fotografia fino alla video, body e performance art – raccontano creativamente nuove e vecchie aspirazioni, cambiamenti, e problemi del Paese. Gli artisti vanno dagli storici Tyeb Mehta, Gaitonde, Raza, Bhupen Khakhar, Husain, ad artisti attualissimi come Vivan Sundaram, Atul Dodiya, T.V. Santosh, Navjot Altaf. Vento di forte modernizzazione tira all'Hangar Bicocca dove fino al 6 gennaio 2008 si tiene Urban Manners. Realtà, immaginario, crudo e poetico. Anche Lugano dà il suo contributo con L'india al tempo di Ghandi, foto di Walter Bosshard, dal 24 novembre al 30 mazro 2008, al Museo delle Culture.

PREGHIERA DANZANTE - Dicono i libri sacri: "Nessuna preghiera, nessuna offerta è gradita da Dio più della danza". Allo Spazio Eclectika si tengono periodicamente incontri per conoscere meglio i principali Stili di Danza Classica Indiana - Bharata Natyam e Odissi. La danza rivive la propria origine sacra ed il proprio contenuto devozionale. Il 17 e il 18 novembre si è tenuto il workshop e spettacolo di teatro classico indiano in stile kathakali presso lo spazio CTAS, tenuto dal maestro Kalamandalam K.M. John. Il Kathakali, che significa "narrare storie", è un'affascinante forma di teatro danza classico indiano che trova le sue origini in Kerala nel XVII secolo. Come racconta chi ha seguito il seminario "Il Kathakali è spesso utilizzato come training dagli attori occidentali, per la rigorosa preparazione alla quale si sottopongono, per la perfezione dei linguaggi stilizzati e per l'accuratezza nello studio dei dettagli."

C'ERA UNA VOLTA IN INDIA - "Questo libro è una favola: la storia di un miracolo, della realizzazione di un progetto che non si poteva neanche immaginare e che invece è diventato realtà". Una favola narrata attraverso le immagini che l'autrice, la giornalista fotografa Graziella Vigo, ha realizzato durante tredici anni di continui viaggi e di lunghe permanenze in India per dire grazie a tutti coloro che in questi lunghi anni hanno riposto fiducia e stima nell'associazione per i poveri dello stato indiano dell'Andhra Pradesh, Care & Share, fondata da Noel Harper e Carol Faison. E' con un grande lavoro quotidiano che i maestri insegnano a tutti a leggere e scrivere in telegù e poi in inglese al fine di portarli fino a sedici anni e prepararli a una scuola superiore o a imparare un mestiere per affrontare la loro vita. Rinunciando a tutte le royalties, il ricavato del volume sarà devoluto interamente ai bambini di Care&Share per proseguire la costruzione della prima ala del dispensario medico per i piccoli sieropositivi e malati di aids nel nuovo villaggio sulla Collina delle Farfalle.

STAMPE ANTICHE - Alla libreria White Star Adventure, dove si danno appuntamento i viaggiatoti, martedì 20 novembre si parla dell'arte del Block Printing, ovvero la stampa a mano dei tessuti per mezzo di blocchi di legno. Essa appartiene al patrimonio indiano da molti secoli. Alcuni brandelli di tessuto rinvenuti fanno risalire la nascita di questa tecnica ad oltre 3000 anni fa. I tessuti stampati a mano furono per lungo tempo appannaggio esclusivo dei maharaja e delle loro corti, fino a quando nel 17° sec., grazie agli scambi commerciali tra India ed Europa, i mercanti portoghesi importarono i primi tessuti in Francia e in altri paesi europei. Ben presto i ricchi ed elaborati disegni di origine indiana furono interpretati e spesso modificati totalmente per incontrare il gusto dei clienti europei. Ne parla Sabrina Messineo, designer di tessuti che utilizza questa antica arte indiana.