Musicale Occitano

L'antica e poetica lingua d'oc gode di ottima salute nella valli cuneesi (anche) grazie alla band "Lou Dalfin"

Di recente sui giornali è passata l'ennesima notizia allarmante: è stato calcolato che ogni due settimane muore una delle 7 mila lingue del pianeta, una moria lenta, ma nemmeno troppo. Qui in Italia spesso si fa polemica sul disuso dei tanti dialetti, ma qual è lo stato di salute delle lingue minori che pure si incrociano attraversando lo Stivale, dal ladino delle Dolomiti al catalano di Alghero, passando all'occitano delle valli piemontesi e liguri?

LOU DALFIN - Fermiamoci proprio in Piemonte, dove la musica rivela il buono stato di salute della lingua. La prova ha un nome preciso: Lou Dalfin. Si tratta di un gruppo musicale nato 25 anni fa nelle valli intorno a Cuneo per volontà del suo leader, Sergio Berardo. I Lou Dalfin declinano in chiave moderna sonorità prodotte da antichi strumenti, come la ghironda (simile a una chitarra, di origine medivale), o la fisarmonica, che certo non è in via d'estinzione, ma ditemi voi a chi ci si deve rivolgere per imparare a suonarla di questi tempi. Dalla scorsa primavere il loro album I Virasolelhs è nei negozi di dischi e ogni anno, agli inizi di novembre, la band occitana tiene una festa che si rinnova da ben 17 edizioni. Nel frattempo, parallelamente al gruppo, è sorta un'associazione culturale che, per dirne una, si occupa di insegnare a suonare la fisarmonica o la ghironda ad apprendisti musicisti di ogni età: dagli adolescenti a signori in pensione.

ORGOGLIO OCCITANO - "Curioso!" è quello che molti penseranno scoprendo l'esistenza di questi fenomeni locali, ma è forse anche un po' oltraggioso relegarli a tali categorie. Parlando con Sergio Berardo si toccano infatti temi che vann ben oltre le vallate occitane. "Dedicarsi alla promozione della lingua occitana non è una scelta di chiusura o di difesa identitaria rispetto ad altre culture. Il progetto musicale e quello dell'associazione vuole piuttosto reinventare quotidianamente una lingua antica, ma che ancora ci appartiene. Se una lingua muore, forse se l'è meritato, nel senso che non si possono fare allarmismi su genocidi culturali in Europa perchè non ci sono. Le lingue non vengono uccise, si suicidano perchè nessuno le usa più nel quotidiano. Ci lamentiamo per via dei dialetti che scompaiono, ma chi è che oggi li insegna ai propri figli?".

POTERE DELLA MUSICA - Ancora una volta la musica si rivela arte che riesce ad abbattere limiti temporali, come quelli che ci separano dagli antichi trovatori che cantavano proprio in lingua d'oc e limiti spaziali, perchè l'occitano è lingua comune a valli piemontesi e a vaste zone di Francia (Tolone, Tolosa, Nizza..), ma soprattutto riesce ad unire due dufficili partners: l'orgoglio della propria cultura e l'apertura al nuovo e al diverso.