Moliére - Il borghese gentiluomo

Risate borghesi al Teatro Nuovo di Milano dal 3 al 29 febbraio.

Giorgio PanarielloDopo il grande successo riscosso sia al cinema che in televisione, Giorgio Panariello si cimenta con il teatro, vestendo i panni di Monsieur Jourdain, ne Il borghese gentiluomo di Moliére, spettacolo co-prodotto dal Teatro Stabile delle Marche e dal Teatro Nuovo di Milano.

E Panariello cosa c’entra con Monsieur Jourdain? L’idea nasce circa sei anni fa, da una scommessa fatta tra Giampiero Solari (direttore artistico del Teatro Stabile delle Marche) e il comico toscano, ormai diventato icona rappresentativa della TV italiana grazie allo show di RAI Uno "Torno sabato". Ed eccolo dunque sul palcoscenico, nella sua prima prova d’attore di teatro, alle prese con le ambizioni e l’ingenuità di Monsieur Jourdain che, pur di scrollarsi di dosso l’etichetta di borghese ricco ma ignorante e “grossier”, è disposto a dilapidare il suo patrimonio facendosi turlupinare da una schiera di nobili cialtroni che ostentano modi e fattezze raffinate e si definiscono maestri d’arte.

Momenti di grande ilarità durante le lezioni di filosofia e dizione impartite a Monsieur Jourdain dal filosofo (Carlo Pistarino) e risate a crepapelle durante le performance del sarto che propone al borghese gentiluomo abiti e copricapo con abbinamenti cromatici vertiginosi.
A nulla servono poi le parole e i disperati ammonimenti della moglie, interpretata dalla simpatica e spumeggiante Tosca D’Aquino, che cerca invano di mostrare all’ingenuo borghesotto l’evidenza delle molteplici truffe giocate a suo sfavore.

Così come Moliére, maestro di satira del teatro comico, denuncia i pregi e i difetti della borghesia, staffilando al contempo la disonestà e l’ipocrisia della classe nobile, allo stesso modo Panariello  traccia, con la sua efficacissima interpretazione del personaggio, tutta una serie di parallelismi con la società odierna. I cosiddetti maestri d’arte (il musicista, il coreografo, il maestro di scherma e il filosofo) altro non sono che una rappresentazione parossistica delle mode, degli stili di vita e delle svariate scuole di pensiero sempre in voga ai giorni nostri. E Panariello, grazie alla sua personalità istrionica e farsesca, infligge una solenne sconfitta al mondo della “nobiltà”, fatto di valori fatui e fasulli. Egli stesso, tuttavia, piccolo borghese ingenuo ma dal cuore nobile, risulterà sconfitto. Sua figlia, infatti, grazie ad un “complotto turco”, sposerà un borghese come lei, nonostante il sogno del padre di accasarla con un nobile.

Grazie alla regia “moderatrice” di Giampiero Solari, Giorgio Panariello ci regala un’eccellente interpretazione di Moliére, liberandosi della sua anima popolare e della sua tendenza a strappar risate a ripetizione. Meravigliosi i costumi dei 12 attori della compagnia, tutti molto affiatati con Panariello, e di grande effetto le sonorità dei 4 musicisti situati alla destra del palcoscenico. Risultato: due ore e mezza di sapiente divertimento.

Regia di Giampiero Solari, con Giorgio Panariello, Tosca D’Aquino, Andrea Buscemi e Carlo Pistarino


di Claudio Consiglio

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