Milano Film Festival

Si è conclusa la fortunata X edizione del Festival ideato da Esterni

Il Milano Film Festival ha festeggiato quest'anno i suoi primi dieci anni di vita, grazie all'organizzazione di Esterni, anima dell'evento. Chi contribuisce alla realizzazione del Festival lo fa per pura passione, gratuitamente, e questo fa sì che il lavoro sia ancora più autentico. Lo staff si dice soddisfatto per la grande attenzione al Festival e la qualità artistica che ogni anno aumentano sempre più.

Tutto ruota attorno al Concorso Lungometraggi, 6 film di cui 4 opere prime, e di cui quattro firmati da autrici che hanno realizzato con forza, talento e consapevolezza storie e ritratti di rara profondità. Si è parlato di una madre tossicodipendente argentina e della sua intelligentissima bambina, di un universo tutto al femminile, complesso e tremendamente sincero; l'incontro tra due giovani smarriti nella calda e anonima Santiago del Cile; l'America, di Alberto Fujimori, ex-presidente del Perù e moderno dittatore pronto a ritornare sulla scena del mondo; una cittadina russa fantastica e umana, che un boxeur fuggitivo attraversa un giorno d'inverno. E ancora, dall'Austria, una coppia di giovani innamorati in fuga da se stessi e sul punto di perdersi solo per poi ritrovarsi; dalla Serbia e dalla Slovenia, della prima co-produzione tra due repubbliche ex-jugoslave, sulle tracce di un camion rosso e del suo carico umano molto particolare attraverso i Balcani sull'orlo della guerra. Il Festival ha proposto molti altri sguardi sul mondo grazie a 45 giovani autori dei cortometraggi in concorso, provenienti dalle Americhe e dall'Europa.

Sempre presente lo storico spazio del fuori concorso del Festival, il Salon des Refusés, che ha dato a tutti i registi dei cortometraggi non selezionati per il concorso ufficiale la possibilità di mostrare al pubblico il proprio film. Pensate che il bando di concorso di questa edizione ha portato a Milano 1900 film, provenienti da 73 Paesi, ben rappresentando il panorama variopinto e stimolante del cinema di questi anni.

Dopo l'omaggio a François Truffaut del 2004, il Milano Film Festival ha voluto riscoprire un pezzo di storia di cinema con una retrospettiva - in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana - Spazio Oberdan - che ha riproposto la programmazione del Festival du Film Maudit, svoltosi a Biarritz nel 1949 sotto la direzione di Jean Cocteau e gli occhi attenti ed appassionati di Truffaut, Bazin, Rivette, Chabrol. Tutti nomi che di lì a poco avrebbero cambiato la storia del cinema, non solo francese.

E ancora un salto nel passato delle passate edizioni del Film Festival, con le proiezioni più significative, incontri con i protagonisti e gli ospiti della rassegna, dibattiti, un bar-trattoria con book-shop, proprio fuori dal Teatro Piccolo, una maratona di cinema di animazione, un'ingegnosa casa dei registi allestita allo Spazio Assab-One e tanti concerti sia all'ora di pranzo che all'aperitivo.
Musica per tutti i gusti, dalla classica al Jazz, dal cantatutorato al folk, dal rock all'indie, con un occhio di riguardo a tutto ciò che è sperimentazione. Tra i gruppi ospiti i La Crus, col nuovo progetto, i Lombroso, i Northpole.

Molti sono stati i momenti di riflessione grazie alla novità del 2005 Motion&picture against poverty. Si è posta l'attenzione su film e registi che raccontano storie e situazioni difficili, luoghi di ingiustizie sociali e politiche, tematiche scottanti spesso taciute, che invece vanno mostrate e discusse. E così si è promossa la Campagna delle Nazioni Unite "No Excuse 2015", attraverso la rassegna, che comprende cortometraggi e lungometraggi provenienti da tutto il mondo che trattano i temi dello sviluppo legati agli obiettivi della Campagna. Tematiche impegnative, storie toccanti, che non possono e non devono lasciare indifferenti: un viaggio che ci ha posti di fronte alla cruda realtà del mondo, dove però è ancora possibile sperare.

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