Luca Donato

Il pugile della risata, non è più tra noi. Saluto di Marcello Sinigaglia

Luca Donato è partito per la sua ultima tournée, che avrà inizio oggi con i suoi funerali a Modena alle 10.30.
Milano perde un cabarettista scontroso come pochi, ruvido in scena, dove colpiva il pubblico con i suoi monologhi sferzanti al fegato, o alla mascella dove il suo ridere  faceva male perché  induceva a pensare, a studiarlo come si studia un avversario sul ring. Infatti Luca viveva il palco dei locali milanesi, che calcava da quasi venti anni, come un ring dove prenderle o darle a seconda del suo umore sempre alterno, un umore che dava un ritmo frenetico ai suoi colpi o, altre volte, ipnotico, spiegando che quel circo assurdo su cui inconsapevoli si vive in precario equilibrio è la vita, mentre ti portava nel suo mondo di emarginato narratore dal cuore grande, come solo i grandi boxer sanno essere.

Luca non aveva mezze misure, si dava sempre con tutto se stesso e questo suo furore lo teneva inchiodato qui a Milano, lontano da Modena dove lo attendevano sua moglie Cinzia con i suoi due bambini, lontano dalle sue radici pugliesi, questo furore lo teneva qui a Milano a vivere di quel poco di cui si accontenta ogni cabarettista che vive all’ombra delle luci di Zelig Circus.
Ultimamente in Rai a Bulldozer ci aveva affascinato col personaggio di uno stralunato statistico, ma troppo poco perché il grosso pubblico imparasse a conoscerlo, ma lui continuava a boxare di battute sui ring di periferia “Perché” come mi disse un giorno davanti a un caffè che come al solito aveva fatto freddare preso dallo spiegare cosa fosse il cabaret”l’arte è come una donna che ti ama: all’inizio, per il tuo talento, ti si dà senza riserve, ma se la trascuri, se non le fai capire di essere disposto a seguirla in capo al mondo, a rinunciare a tutto per lei, prima o poi ti volta le spalle!”.

Così viveva Luca, questo mio vecchio amico, da cui le strade della vita mi avevano allontanato. Pensate, l’ultima volta l’ho incontrato, lui, comico ormai esperto e veterano anche se appena quarantenne, a menare battute al laboratorio di Zelig come qualsiasi debuttante, bloccato nel suo furore da un Leonardo Manera fuori luogo, che lo ha costretto e umiliato a bordo ring, ma Luca sapeva che questa è la legge e ha incassato ogni gancio. Dopo lo spettacolo ci siamo incrociati mentre si allontanava con il suo inseparabile borsone, proprio come un vecchio pugile, e dopo un ciao frettoloso è tornato sui suoi passi per dirmi: “Sai sono proprio contento di averti incontrato!”
Era giugno, ieri ho saputo che un cancro scoperto a fine agosto in poco più di due mesi lo ha portato via per sempre.
Sai Luca, sono proprio contento di averti incontrato in questa vita, ciao!

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