Le parole del buon appetito

Divagazioni culinarie di uno chef che ha saputo trasformare la sua arte in delizie verbali. Per un divertissement assolutamente sfizioso

Passione? Tanta, tanta, tanta, tanta, tanta. Fantasia? Molta, molta, molta, molta, molta. Buon senso? Quanto basta. Ecco gli ingredienti indispensabili per il successo in cucina, anche di chi professionista non lo è. Lo rivela Tommaso Fara, giovane trentaquattrenne milanese che da sempre spadella per diletto (personale, anzitutto) e per la gioia di una fortunata combriccola di amici, in un libro scritto di suo pugno: Il cucchiaino caramellato, una raccolta di ricette, trucchi, consigli e segreti per preparare piatti gustosi senza timor panico alcuno. Un libro divertente, da leggere in un sol boccone, da consultare per imbandire un banchetto favoloso o un’intima cenetta, o da sfogliare per pura curiosità. Lo ha presentato martedì 25 ottobre a Le Biciclette, celebre locale meneghino, fra uno stuolo di gente divertita e intenta a capire e carpire i misteri gastronomici di Tommaso. Che, in realtà, sono semplicemente quelli di un funambolo dei fornelli.

“Adoro cucinare”, confessa, “fin da piccolo mi hanno insegnato ad avere un approccio culturale e interessato al cibo. Mi sono iscritto all’università ma la vocazione culinaria ha avuto il sopravvento e ho preferito andare a lavorare nei ristoranti di Spagna e Inghilterra, per poi tornare in Italia con un bel bottino di scienza e sapienza golosa”. E la dimostrazione sta in quelle pagine da mangiare con occhi, prima che con la bocca. Uno scrigno di utili suggerimenti per stupire e stupirsi creando leccornie della tradizione o lanciandosi in sperimentazioni ardite, ma sempre calibrate negli ingredienti e, soprattutto, testate da cuoco Tommaso. Le ricette sono suddivise in tre sezioni: per principianti, apprendisti e praticanti, intervallate da sollazzevoli aneddoti, qualche nota ironica e una buona dose di avventure e vicende vissute. Nel volume non mancano gli approfondimenti tematici, le astuzie a cui ricorrere per un risultato perfetto nonché menu proposti per ogni occasione: per festeggiare e per sognare, per rigenerarsi e consolarsi, per emozionare ed emozionarsi, per intenditori e per semplici gourmand. I tutto abbinato al vino giusto, alla giusta atmosfera e alla colonna sonora più appropriata. Per non fare mai brutta figura, nemmeno in caso di ospiti importanti.

Rimane un ultimo quesito: perché Il cucchiaino caramellato? Titolo tanto vezzoso quanto curioso. L’arcano si svela tra le righe. “E’ una domenica di gran premi. Prima dello show, e dopo un gran pranzo, preparo delle crêpe, ripiene di fragole passate in padella con scorza di limone a arancia. Decido di decorarle con zucchero caramellato a filo. Lo faccio e, lasciando raffreddare il cucchiaino che ho usato per decorare, assaggio le crêpe. Il cucchiaino è ricoperto di caramello. A ogni boccone si sente sulle labbra una dolce carezza. Geniale, non avevo zuccherato le fragole, ma in questo modo il sapore era perfettamente bilanciato. Preparo subito altri cucchiaini e servo, fiero della trovata. Consiglio di usarlo con frutta, dolci, gelati, anche con tè, caffè e tisane…”. Come non emulare simile arguzia? Se le idee ci sono… cuoceranno.
Il volume è edito da De Agostini ed è in vendita nelle librerie a 14.50 euro.