Laurie Anderson e Lou Reed

Ospiti attesi alla Milanesiana 2005. Fuori al Dal Verme protestano giornalisti e pubblico che non riescono ad entrare

Lei è una figura versatile: musicista di grandissima qualità, scrittrice, regista, visual artista e cantante.  Attualmente è in tour con il suo spettacolo The End of the Moon. Lui è un musicista new yorkese che ha fondato i Velvet Underground, storica band prodotta da Andy Warhol, segnando la storia del rock. Naturalmente stiamo parlando di Laurie Anderson e Lou Reed, gli ospiti più attesi della Milanesiana 2005

L'happening diretto da Elisabetta Sgarbi è stato introdotto da alcune sequenze di Spanish Fly, documentario dell'ultimo tour di Lou Reed nella terra ispanica. A presentare i due artisti è un grande personaggio a cui tutti noi, amanti della letteratura, siamo grati e affezionati: Fernanda Pivano. Quella dolce anziana signora è stata un ponte tra l'Italia del dopoguerra e gli Stati Uniti. Se non ci fosse stata lei, forse non avremmo mai visto tradotti i ribelli autori della Beat Generation. "Lou Reed era impegnato e non poteva venire. Tuttavia, quando gli ho detto che poteva salire sul palco col suo cagnolino, della stessa razza di quello di Andy Warhol, ha cambiato idea", ha ribadito scherzosamente la traduttrice.

La Anderson sale sul palco e ci regala un'ondata delle sue poesie. Immagini reali e visionarie allo stesso tempo, dove la parola si accompagna al suono dando vita ad un magico reading con musica intitolato The Conqueror of the Moon. Lou Reed prende la parola ma rispetto alla sua compagna sembra più freddo, più distaccato. Lui, il musicista incallito amato dal padre della pop art, legge testi originali e rielaborazioni di poesie di Edgar Allan Poe.

Mentre il pubblico applaude e cerca di vivere l'atmosfera fino in fondo, a causa del caos creatosi all'esterno per un'affluenza eccessiva al teatro, le porte vengono chiuse poco prima delle 21: restano fuori alcuni colleghi giornalisti e parecchia gente che voleva assistere all'evento. Sono in molti a gridare contro l'accaduto.

Quei pochi superstiti che restano fino alla fine per strappare un autografo all'ex-Velvet, restano delusi perché Lou Reed esce frettoloso e a stento fa un cenno col capo. Davanti a questi disagi, poniamo un quesito: perché non si trovano spazi più ampi quando si prevede maggiore affluenza? Speriamo che la risposta arrivi dall'organizzazione, perché mettersi in discussione è un buon auspicio per migliorarsi tutti.

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