La vie en rosé

È rosato il vino dell'estate: fresco, leggero e ideale con piatti di verdura, pesce e carni bianche

Se un tempo era considerato un vino al femminile, perché poco tannico e dal gusto garbato, oggi il rosato miete successi anche nei palati più duri. E proprio a Moniga del Garda, dove è nato il Garda Classico Chiaretto per opera di Pompeo Molmenti, si è celebrato "Italia in rosa", il primo evento nazionale dedicato ai vini rosati. Ma attenzione: se per ottenere il Chiaretto bastano poche ore di contatto del mosto con le bucce, altre lavorazioni danno risultati sorprendenti da sud a nord della Penisola. Millesimo d'eccezione (1999) per il rosato Calabretta, dell'omonimo produttore, che nasce dalla vigne di Randazzo vicino all'Etna. Grayasusi, invece, è un rosato Val di Neto igt, Gaglioppo in purezza, prodotto dell'azienda Agricola Ceraudo a Marina di Strongoli (Crotone). Girotondo, infine, è un esempio di valorizzazione del territorio della Val Tidone, dove quattro donne, titolari di quattro diverse aziende piacentine, hanno voluto sperimentare in un unico vino le potenzialità delle singole uve.

LA VEDOVA ROSA - Anche gli champagne hanno il loro lato rosato. Onorato in un Party in Rosé alla vineria Yn della Rinascente lo scorso primo luglio. Tra petali di rose e atmosfere delicate, bendati da una sciarpa di taffettà, si è osservato, odorato e assaggiato il Veuve Clicquot Rosé. Il colore è luminoso con riflessi rosati; il profumo è sottile ma generoso. Al primo fiuto sprigiona aromi di frutti rossi: lampone, fragolina di bosco, ciliegia matura. Poi cambia in note di frutta secca, biscotto e pasticceria. Il primo sorso è fresco, poi al palato giunge un'armonia fruttata. In abbinamento? Delizie estive preparate dal ristorante Maio (sempre al settimo piano della Rinascente): pomodoro confit con insalatina di bulgur allo zafferano e aria di peperone dolce; vichysoisse di porri e patate affumicate; sandwich di tonno al riso selvaggio; e millefoglie di spuma ai frutti di bosco, crema chantilly e fave di cacao. Il Veuve Cliquot Ponsardin Rosé, il Veuve Clicquot Ponsardin Vintage Rosé e La Grande Dame Rosé sono in carta alla Langosteria 10, dove trovano feeling con i raffinati plateau della maison (impreziositi anche da astice e granchio a vapore), con le mazzancolle, i gamberi rossi e gli scampi di Mazara del Vallo, con le tartare di tonno, ricciola e pesce spada, nonché con l'aragosta selvaggia.

LA COPPA PRINCIPESCA - Il Brut Rosé Tradition Marie Stuart è uno champagne francese dal rosato perlage, frutto di un perfetto assemblaggio di uve provenienti dai vigneti di tre importanti aree: la montagna di Reims, la valle della Marne e la Côte des Blancs. Narra la leggenda che la Regina Marie Stuart soggiornò per un periodo nella regione di Reims e conquistò a tal punto il cuore degli abitanti che nel 1897 Maître Daubresse, nota personalità del luogo, fondò la maison de champagne e scelse il nome della regina per la sua produzione. Oggi questo champagne è conosciuto in Italia grazie a Florence Guyot, export manager per l'Italia. Dove provarlo? In una location sempre all'Altezza come il Principe di Savoia: per un aperitivo al Bar Giardino d'Inverno o al Bar Veranda, l'esclusivo bar giardino estivo esterno. Oppure per un pranzo o una cena al ristorante Acanto, magari accompagnato a un risotto giallo o a un risotto con crema di pistacchio, champagne Rosé e petali di fiore di hibiscus. Piatti firmati dallo chef Fabrizio Cadei.