La triste Memoria

Al Crt per anticipare la dolorosa ricorrenza

Dal fondo del mio corpo sale una mano, che attraversa le viscere per strapparmi le tonsille, per strapparmi l’urlo di angoscia che i ricordi storici hanno scaturito.
Ingoio, ingoio, ingoio tutta l’emozione, quando dovrei vomitare sulle nefandezze del passato che si ripropongono ai nostri giorni.

E’ buio, molto buio. Le candele sospirano, il filo metallico è un involucro atemporale che ci separa dagli attori della Compagnia di Enzo Moscato, che ci propone Kinder Traum Seminar, delirantemente reale e realmente folle, al Teatro CRT dell’Arte.

Non è un riepilogo di fatti, non è una recita di storia è semplicemente la Shoah.
Spiazzata e stordita dal miscuglio di tedesco, napoletano, slavo, ebraico, è il non capire precisamente tutte le lingue a prevalere. Ma cosa c’è da capire se non che, probabilmente, le stesse vittime dell’Olocausto non capivano a cosa stavano andando incontro?

Al centro i bambini.
I bambini aspettano sempre, non si sa cosa, loro aspettano. I loro sogni strappati dai loro corpi, i loro corpi strappati dalla loro dignità.
Piccole ossa che indossavano sorrisi, che rapprendevano cibo tra le molli carni, che calpestavano quella terra che li ha inghiottiti.
Anime che suonavano i loro violini e hanno trovato una tomba tra le nubi.
Vedo le loro risa sollevarsi tra i fumi nauseabondi e noi qui, costretti ad odorarli.
Bruciano le candele, bruciano le paure, brucio nel mio vestito di Donna.

di Melissa Mattiussi