La terra dei cachi

Cucchiaio sì. Cucchiaio no. I frutti aranciati e panciuti si lasciano mangiare

Nascono a novembre. Ma si possono assaporare fino a dicembre inoltrato. L'importante è che siano belli maturi, con la polpa morbida morbida. Altrimenti allappano leggermente la lingua, creando un effetto spiacevole. I cachi sono il frutto del freddo per eccellenza, dal colore aranciato, la pelle sottile e l'interno dolce e cremoso. Da consumare con il cucchiaino, scavando bene bene, oppure da mordere dopo averli tagliati a metà. Previo lavaggio sotto acqua corrente. Scartando, ovviamente la buccia.

UN ALBERO ANTICO - Originaria della Cina, la pianta del kaki giunse in Giappone oltre mille anni fa, dove iniziò ad essere ampiamente coltivata. Approdò in Europa solo verso la fine del Settecento e con funzione ornamentale. E piacque moltissimo, soprattutto grazie all'importazione di varietà pregiate. In Italia venne impiantata per la prima volta nel giardino fiorentino di Boboli intorno al 1871, per poi espandersi in molte zone del Bel Paese, vista la sua resistenza anche a climi diversi. Insomma un albero forte dal cuore tenero.

PAFFUTELLI E VIRTUOSI - Energetici perché ricchi di zuccheri, i cachi sono anche facilmente digeribili. Inoltre, contengono potassio, vitamina C, beta-carotene e criptoxantina, a cui si deve il colore arancione. E poi si rivelano assolutamente versatili. Infatti, se sono buoni così al naturale, lo sono altrettanto rivisitati in ricettine delicate. Una, ad esempio, è perfetta per queste feste di Natale. Si tratta della torta ai cachi, in cui i golosi frutti vengono schiacciati, amalgamati a zucchero, mandorle, noci, amaretti, fichi secchi sminuzzati, uvetta (ammollata in rum), cacao, buccia di limone grattugiata e lievito e decorati con canditi.

CACHI STELLATI - Gli chef li adorano. E li elaborano in dessert davvero ghiotti. Pietro Leemann, una stella Michelin con il suo ristorante Joia (via Panfilo Castaldi 18, Milano, tel. 02 29522124), propone un Monte Bianco tutto suo, raccolto in un vasetto ermetico, che prevede una base di salsa di mirtilli e poi, a salire, salsa di cachi e meringa. Una leccornia stratificata dalle consistenze e tonalità diverse. Aimo e Nadia, invece, freschi freschi di due stelle Michelin, ne Il Luogo di Aimo e Nadia (via Montecuccoli 6, Milano, tel. 02 416886), preparano una soffice passatina di cachi, mousse di ricotta e castagne e biscotto alle mandorle, servita in una coccottina. Infine, Davide Brovelli de Il Sole di Ranco (piazza Venezia 5, Ranco, Varese, tel. 0331 976507), una stella Michelin e una delle colonne dei Jeunes Restauratores D'Europe, di cui è appena uscita la novella guida, realizza una salsa di cachi con nocciole, mandorle e mousse di castagne.