La Partita del Cuore 2005

Milanodabere ha intervistato Gianluca Vialli, Biagio Antonacci, Enrico Ruggeri, Claudio Baglioni e Luca Barbarossa

Nonostante i 50.000 biglietti venduti, lo stadio Meazza sembrava semivuoto. Qualcuno parla soltanto di 30.000 presenze, anche se l'entusiasmo del pubblico milanese sembra valere numericamente il doppio. La partita del cuore ha visto vincitori la Nazionale Cantanti che si è aggiudicata la vittoria con un risultato di 6 a 5. I volti dei vertici della Rai sembravano soddisfatti dalla tribuna vip, anche se si leggeva una certa preoccupazione per l'imminente nomina del nuovo presidente nel quartier generale di viale Mazzini.

L'impeccabile diretta Rai si è aperta con un oceano di applausi per le due attese star dell'evento: l'attore Richard Gere e l'ex campione Diego Armando Maradona, che sfugge alla nostra intervista ma ci regala un frettoloso "Sono felice di essere qui stasera".
Come già annunciato, Milanodabere ha seguito l'evento da dietro le quinte, ovvero a ridosso degli spogliatoi dello stadio milanese per incontrare alcuni protagonisti di questa bella gara di solidarietà: Gianluca Vialli, Biagio Antonacci, Enrico Ruggeri, Claudio Baglioni e Luca Barbarossa. Il primo a fermarsi a chiacchierare con noi è il calciatore Gianluca Vialli.

Vialli, che significato hanno per lei questi appuntamenti con la solidarietà?
"Siamo qui, ci siamo divertiti ed abbiamo visto vecchi amici. Credo sia un'idea geniale diffondere iniziative divertenti a sfondo benefico".
Dalle presenze non troppo confortanti, mi sembra che i vostri raduni facciano più presa da Roma in giù?
"Ogni evento è una cosa a sé. Le modalità di accoglienza possono essere diverse ma in fin dei conti l'Italia è una sola".

E lei, Antonacci, quale importanza attribuisce a questo tipo di iniziativa?
"Hanno una grande importanza perché ci fanno capire che si può aiutare qualcuno anche mettendosi dei pantaloncini corti".

Ruggeri, perché ha scelto di far parte di questo edizione 2005?
"Per dare un grande contribuito a progetti di tolleranza e democrazia come quello di Richard Gere, di affetto per l'infanzia come quello di Shevchenko, di restituire dignità e rispetto ai più deboli. Una grandissima serata".
Qualche anticipazione discografica?
"Ad ottobre esce il mio nuovo disco ma non mi chiedere il titolo perché non l'ho ancora deciso".

Baglioni è la prima volta che scende in campo. Perché ha deciso di calciare il pallone per una serata?
"Partecipando a questo tipo di appuntamenti, è un modo di sdebitarsi nei confronti della fortuna per le persone che hanno il privilegio di fare un bel lavoro come il nostro e di essere apprezzati ed amati. E' bello pensare che questo fornisce più calore al nostro mestiere, alla nostra esistenza. In fondo è un divertimento quello di scendere in campo stasera, perché nessuno di noi è capace di farlo davvero".
Partita del cuore mi fa pensare ai palpiti di un'interprete scomparsa dieci anni fa. Un ricordo su Mia Martini…
"E' nella nostra memoria. Mimì era una ragazza fantastica, una grande artista. Io ho avuto la fortuna di scrivere delle canzoni per lei ed è stata l'unica per cui sono riuscito a scrivere qualcosa".

E lei, Barbarossa, oramai è un veterano della nazionale dei cantanti…
"Questa formazione ha iniziato nel 1981 ed io sono entrato dopo tre anni. Oramai è una vera istituzione. Sono vent'anni che faccio parte di questo gruppo, composto da persone di talento e molto sensibili ai problemi altrui. Ne sono davvero fiero. Mi ritengo soddisfatto di tutti i progetti che siamo riusciti a portare a termine. Ci commuove e ci incoraggia l'affetto della gente che continua a rispondere alle nostre iniziative nonostante sia passato tanto tempo".

di Rosario Pipolo