La Cattura di Cristo

L'opera di Caravaggio è giunta al Museo Diocesano di Milano da Dublino

Accolta in pompa magna, come una diva dei nostri tempi, la tela del Caravaggio, la Cattura di Cristo, si farà ammirare e contemplare fino al 9 gennaio 2005 al Museo Diocesano di Milano. L’opera del Merisi, custodita presso la National Gallery of Ireland, è stata trasportata dall’ Irlanda a Milano con estrema cautela.
La Cattura fu commissionata da Ciriaco Mattei alla fine del 1602, mentre nei primi mesi del 1603 il committente salda il conto col pittore.

L’episodio evangelico del bacio di Giuda e della cattura del Cristo viene desacralizzato e ridotto in una mera cattura di un malfattore o bandito, la scena è concitata dall’urlo dell’Evangelista e dai soldati (poliziotti seicenteschi) che vengono ripresi mentre si avventano sul Cristo e da Giuda che cerca di baciarlo.
La posa femminea del Cristo con le mani congiunte e rivolte verso il basso e l’espressione di remissione riecheggiano alcune madonne o Maddalene afflitte, mentre Giuda abbraccia il Cristo in cerca di perdono.

L’analisi composita dell’opera contribuisce a riscontrare forti riferimenti alla pittura giorgionesca visibile nella stesura del colore e nei toni; la caratterizzazione del viso del Giuda sembrano desunti dagli studi fisionomici vinciani, le armature mostrano la sua esperienza di naturamortista e l’influenza dei fiamminghi e dei Campi è visibile nella trattazione del vero.

La spettacolarità della scena è data dalla doppia luce proveniente da sinistra: la prima illumina l’Evangelista, Cristo, Giuda e il primo soldato; la seconda è quella irradiata dal lume che il personaggio barbuto, il Caravaggio, alza per illuminare la scena, in questo caso la luce si riflette sulla fronte del Caravaggio e sul secondo soldato.

di Leo Pedone

Orario
Dal Mart. alla Dom. Ore 10/18

Ingresso
Euro 4/6

Infoline
02 89420019