L'altro volto della Cina

Shanghai, ex Parigi dell'Asia, strizza l'occhio ai divertimenti notturni tipici della metropoli milanese

La Cina resta per noi occidentali ancora in larga parte un arcano. Da ambo le parti vi è la percezione di un'alterità di fondo, di una differenza tra universi di significato, cioè tra modi di concepire lo Stato, la società e infine l'esistenza. Eppure, dagli anni '80, con l'apertura economica della RPC, tale diversità si è gradualmente attenuata ed è cresciuta l'attrazione tra questi due poli opposti, soprattutto in vista delle ingenti opportunità commerciali reciproche. "Gli indicatori economici e i recenti eventi politici suggeriscono che il XXI secolo sarà il "secolo cinese", come il Novecento fu il secolo americano" (Federico Rampini, Il secolo cinese).

IL CENTRO DEL MONDO - Capitale della moda, centro economico d'Italia: queste le definizioni spesso impiegate per descrivere Milano, una città dal volto moderno e cosmopolita, primo avamposto del fashion system italiano e non solo. In linea di principio si potrebbe pensare che la cinese Shanghai sia sostanzialmente diversa, ma è davvero così? Per la verità lascia quasi attoniti il modo in cui essa abbia cancellato, come in un lampo, decenni di austerità comunista e abbia riconquistato il posto che aveva detenuto negli anni Venti. Allora la si definiva la Parigi dell'Asia: era l'epoca in cui la ballerina Margot Fonteyn decantava le raffinatezze dell'Astor House Hotel. Oggi Shanghai appare come il vero centro del mondo, la New York del futuro, e anche se non rappresenta l'intera Cina prospetta una concreta possibilità per il colosso asiatico. Anche il traffico cittadino sulle arterie della metropoli cinese assomiglia sempre più a quello milanese, così, nelle ore di punta, auto di grossa cilindrata hanno prontamente sostituito le biciclette in ingorghi asfissianti.

NIGHTLIFE TRA MILANO E SHANGHAI - Il parallelismo continua se stavolta l'obiettivo viene puntato sulla nightlife. Le sfavillanti notti di Shanghai nulla hanno da invidiare all'effervescenza della movida milanese. Accanto ai tradizionali locali cinesi si scorgono ambienti "occidentalizzati", lussuosi ed estremamente curati nel design. Se a Milano la vita mondana si tocca con mano in locali come l'Hollywood o l'Old fashion, a Shanghai, nei piani alti dei grattacieli o in terrazze con splendide vedute, si può ballare fino a notte fonda in discoteche come L'Attica. Tra le zone più gettonate e glamouros ci sono Xintiandi e French Concession, crocevia di strade popolate da locali e ristoranti, adatti a tutti i tipi di portafogli, che offrono un ampio spettro di possibilità, dalle specialità locali alla cucina occidentale e fusion. La sosta diventa più piacevole se si sorseggia cocktail o champagne in raffinati bar come il Glamour Bar, situato nel Bund, zona dove si specchiano la Shanghai del passato e quella del futuro. E' un locale il cui design si ispira alle navi di lusso degli anni Trenta, con un ambiente estremamente confortevole contraddistinto da paraventi cinesi decorati a mano e invitanti sofà. Se a Milano La Salumeria della Musica fa da cornice ad eventi musicali live, dal rock al jazz, dal pop al soul, all'Ark Live House di Shanghai è possibile ascoltare tanti generi, dal pop al rock, al punk, attraverso concerti di band cinesi, giapponesi, ma anche occidentali. Quello che emerge, quindi, è il volto di una nuova Cina, quasi edonista, che si rivoluziona nello stile di vita e guarda all'Occidente con sempre meno diffidenza. Di certo non si tratta di una realtà rappresentativa del complesso e multiforme gigante asiatico, ma la moderna Shanghai, frizzante e frenetica, è forse l'emblema di un mutamento radicale che l'ex impero di mezzo si accinge ad affrontare.