Jetlag

Due chiacchiere con Emilio Cozzi a proposito del concept-album

Jetlag non si riferisce alla sindrome da carenza di serotonina, ma è un progetto, nato a Milano, diverso ed innovativo per la scena musicale italiana, sostenuto coraggiosamente dalla Sony.
Il freddo dei suoni sintetici si unisce al calore di quelli acustici.
Allacciate le cinture e lasciatevi guidare dai piloti di Jetlag in un viaggio attraverso le costruzioni che la mente attua, stimolata dalla musica.

Ho incontrato Emilio Cozzi, cantante del gruppo.
Inizia a cantare in una band di metal, i Kaoslord, che negli anni ’90 suonarono pure con i Korn a Los Angeles. Passa poi ai Monksoda il cui nome stimola la mia curiosità e mi fa chiedere se c’entri Monk in qualche modo. "Probabile", risponde lui davanti ad un Bloody Mary ed io ad un succo d’ananas e piatto dipinto da stuzzichini.
Ora dell’aperitivo a Milano, anzi un po’ prima, direi.
Emilio è anche critico musicale e cinematografico ed è strano intervistare una persona che fa più o meno quello che fai anche tu…quante volte avrà sentito e fatto le stesse domande?!
Allora la butto sulla chiacchierata, del resto siamo quasi coetanei.

"Proprio dai Monksoda ha avuto origine Jetlag (www.jetlag.tv) con Livio Magnini (produttore e chitarrista dei Bluvertigo) e Jacopo Rondinelli (musicista e scenografo/designer) nel loft-laboratorio del quale ci siamo ritrovati a divorare film e musica per un lungo periodo, pensando alle forme da dare al progetto.
In principio si pensava ad una musica per sincronizzazione, per film, spot pubblicitari, immagini insomma.
E fu così che nacque un disco concettuale, la cui tradizione risale al Prog-Rock degli anni ’70".
Allora gli chiedo di spiegare il concetto di disco concettuale, con le parole che userebbe con un bambino.
"Si ruota attorno ad un unico concetto che viene sviluppato in tutto l'album, un po’ come facevano Who? o De Andrè".
Risposta chiara, no? Bene, mi piace come parla...

Il concetto che muove "On the Air" (Sony) è la decontestualizzazione.
Qui interagiscono diversi artisti che sono stati invitati a cantare brani lontani dalla loro vera natura.
Non sono duetti, ma interazioni precise che disorientano e spiazzano sia l’ascoltatore che gli artisti in questione, Enrico Ghezzi, Giorgia, Samuele Bersani, Max Gazzè, Martina Topley-Bird, Raf, Elio Marchesini, Amanda Lear, Mario Venuti, Flavio Ferri e Georgeanne Kalweit dei Delta V, La Banda Osiris, Alessandro Haber, Andy dei Bluvertigo, Michael Bland e Sonny T. della New Power Generation di Prince.
Jetlag è più di un disco.
E' l’intento di sviluppare appieno i diversi campi artistici, dal suono all’immagine, alla cura del logo e del digipack, fornendo al "consumatore" un prodotto di qualità.
"On the Air" lascia una bella sensazione e va ascoltato con cura per non cogliere solamente il lato elettro-danzante, ma pure gli spunti di riflessione legati ai testi.

di Melissa Mattiussi

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