Jean-Michel Basquiat

Un bacio al vetriolo al Museo d'Arte Moderna di Lugano

Con la bella stagione alle porte, se vi va di fare una gita fuori dalle porte di Milano, Lugano ed il suo bel lago sono la meta ideale.
E una volta lì non potete perdervi la mostra che il Museo d'Arte Moderna propone su Jean-Michel Basquiat, fino al 19 giugno.

L'enfant terrible del mondo dell'arte (1960-1988) è stato interprete della cultura multietnica newyorkese degl ianni '80, un'artista afro-americano sensibile alle questioni razziali, ambizioso, mitizzato e glorificato già in vita, divenuto leggenda dopo la morte a soli 27 anni.

La mostradi Lugano, attraverso cinquanta dipinti, ripercorre esaustivamente tutte le tappe del percorso di Basquiat, dagli inizi quando ancora si firmava SAMO (acronimo di "Same Old Shit"), rifacendosi al movimento della graffiti art, alle opere in cui mischiava scrittura, disegno e pittura, con rimandi a Jean Dubuffet, Jackson Pollock e Willem De Kooning. Una sala è dedicata alle opere eseguite con Andy Warhol e Francesco Clemente.

Simboli, scritte, sberle di colori, soldi, droga, sesso, razzismo.
Mitologia, ossessione per i denti, dissacrazione di icone come Monna Lisa, riferimenti all'Italia, scheletri, teschi.
Caos organizzato che rimanda alla stuttura del free-jazz e alle composizioni degli eroi di colore di questa musica.
Un bacio al vetriolo nella stanza dei giochi di un bambino con troppi incubi colorati.

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