James Taylor Quartet

Dal vivo al Blue Note fino al 6 febbraio

James Taylor ha qualche capello bianco in più dall’ultima volta che l’ho ascoltato. Tuttavia, le sue mani non hanno perso affatto quella energia stratosferica, che lo fa diventare un tutt’uno con il suo inseparabile compagno d’avventura: l’organo Hammond. Negli ultimi vent’anni, Taylor ha dimostrato di essere un musicista all’avanguardia, che sa confrontarsi con i repentini mutamenti dei tempi: si è mosso a proprio agio tra soul, funk, jazz, e R'n'B, fino a diventare uno dei punti di riferimento dell’Acid Jazz. Le sue incursioni e partecipazione negli album di nomi del panorama internazionale come gli U2, Pogues ,Manic Street Preachers, e di recente anche Tom Jones e Tina Turner, confermano ancora una volta la sua versatilità

Da venerdì 4 a domenica 6 febbraio il “James Taylor Quartet” si esibisce al Blue Note di Milano. Poco dopo le 21, Taylor e la sua fidata band salgono sul palco del locale di via Borsieri.  Mentre le sue mani galoppano sull’organo, escono fuori le note di “Jesus Christ Superstar”, accattivante rilettura del main theme del celebre musical di Webber e Rice. Mentre incalzano la tromba di Graham Flowers e la batteria di Neil Robinson, il concerto va avanti con pezzi roboanti come “Equinox” e “Message from the Mercie”.

La voce di Taylor, ruvida come la carta vetrata, esplode sul basso di Gary Crockett e sul sax di John Willmott, mentre questa passeggiata sotto il tunnel dell’Acid jazz prosegue con due classici del suo repertorio come “Make a Movie” ed “Exorcism”. A questo punto Willmott impugna il flato e regala al pubblico del Blue Note il più intenso assolo della serata. “Have a good time?”, grida dal palco Taylor. La risposta non può essere che positiva. Ed ecco finalmente la guest star della serata: la cantante anglo-africana Yvonne Yanney che, con la sua calda voce nera, si rivela una miscela esplosiva nell’interpretazione dei brani “Get Love to the Music”, “Free” e “Love the Life”. Anche il pubblico più ingessato non può che farsi trascinare, alzandosi e ballando a ritmo di musica. Il sipario si chiude con la rivisitazione della sigla funky composta da Lalo Schifrin per telefilm cult di “Starsky & Hutch”. Taylor la arrangia con atmosfere musicali del migliore R’n’B, per la gioia di tutti gli appassionati di questo genere.

Applausi interminabili e meritati per il “James Taylor Quartet”, che per questa indimenticabile esibizione live resterà negli annali del Blue Note.

di Rosario Pipolo

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