Io e Valeria Moriconi nel camerino di quel teatro

Un ricordo della grande attrice scomparsa all'età di 73 anni

Sono passati più di dieci anni da quando l'ho incontrata la prima volta. Lo confesso: ero molto emozionato perché per me era una delle signore assolute del teatro ed una delle più intense interpreti pirandelliane. Quando bussai alla porta del suo camerino, ero ancora stordito per come era riuscita a vestire i panni della protagonista di Trovarsi di Pirandello, una delle pièce del drammaturgo di Agrigento che, da irriverente studente liceale, avevo letto con maggiore avidità.

Ad aprirmi venne un grazioso cagnolino: non sapevo che Valeria Moriconi avesse una passione sfrenata per gli amici a quattro zampe. Mentre si stava struccando, mi fece cenno di accomodarmi sul divano. La osservai in silenzio e forse non riuscii a barare, nel senso che comprese che non ero il solito cronista d'assalto. Sedendosi accanto a me, accompagnata dal suo barboncino, mi guardò diritto negli occhi e intuì che la passione nutrita per lei l'avevo segnata nel dna: me l'aveva trasmessa mia madre, prodigiosa casalinga che spesso da giovane si era dimenata a rifugiarsi negli sceneggiati televisivi e negli spettacoli teatrali.

Feci partite il mio registratore. Io e Valeria Moriconi conversammo a lungo: parlammo del fortunato sodalizio con il grande Franco Enriquéz, degli anni sul palco con l'austero Eduardo De Filippo, della sua seducente ma sobria Mirandolina goldoniana, delle sue grandi sfide a teatro. Ci perdemmo talmente nelle nostre chiacchiere  - io le avevo confessato che all'alba della mia formazione c'era una incontenibile passione per il palcoscenico - che vennero a ricordarci che il teatro stava per chiudere.

Mi era bastata quella vibrante conversazione per comprendere che Valeria Moriconi era una donna forte, sagace, ironica, combattiva, con una passione per la vita davvero sorprendente. L'incontro con lei è stato tra i più importanti del mio percorso lavorativo.

E oggi che Valeria Moriconi, all'età di 73 anni ci ha lasciato per sempre, me ne rendo conto ancora di più. Soltanto le tavole di un palcoscenico, dure quanto l'imprevedibilità della vita, possono conservare l'anima dei veri attori, dei grandi attori, che hanno avuto una missione: aiutare noi, incauti spettatori, a trovare un segno della nostra esistenza, in bilico tra finzione e realtà. Addio a te, Valeria Moriconi, gentile signora del teatro del '900.